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Politica

Chiostro di San Lorenzo, cittadini al confronto: “Non si venda il futuro di Bibbiena”

di Redazione Casentino24

20/09/2026 17:35

Incontro pubblico venerdì 25 settembre alle 21 al Chiostro di San Lorenzo. L’opposizione critica la gestione dell’ex convento e contesta l’ipotesi di una valorizzazione affidata ai privati

BIBBIENA – Il futuro del Chiostro di San Lorenzo torna al centro del dibattito politico cittadino. La Lista di Comunità, gruppo di opposizione a Bibbiena, ha promosso per venerdì 25 settembre alle ore 21 un incontro pubblico proprio al Chiostro di San Lorenzo, con l’obiettivo di aprire un confronto con la cittadinanza sul destino dell’ex convento.

Al centro dell’iniziativa c’è una critica netta all’operato dell’amministrazione comunale. Secondo la Lista di Comunità, quello che avrebbe dovuto rappresentare un luogo simbolico per Bibbiena – uno spazio pubblico da destinare a cultura, servizi e aggregazione – sarebbe oggi il segno di anni di occasioni mancate, immobilismo e incapacità progettuale.

Nel documento diffuso in vista dell’incontro, l’opposizione ricorda come l’immobile sia stato acquistato dal Comune con risorse pubbliche, sostenendo che l’idea originaria fosse quella di restituire alla comunità un bene identitario e strategico per il paese. Una prospettiva che, secondo il gruppo, nel tempo si sarebbe progressivamente dissolta, lasciando spazio al degrado della struttura e all’assenza di un progetto concreto di rilancio.

La Lista di Comunità punta il dito anche contro quella che considera la nuova linea della giunta: non più il recupero ad uso pubblico del complesso, ma la ricerca di una via d’uscita attraverso il coinvolgimento di soggetti privati. In questo quadro viene contestata anche la scelta di destinare 18 mila euro a un convegno previsto per ottobre, iniziativa che secondo l’opposizione servirebbe a promuovere il convento e il Chiostro come occasione per investitori privati.

Uno dei punti più critici sollevati riguarda l’ipotesi che il complesso possa essere trasformato in una struttura dedicata al turismo di lusso. Secondo la Lista di Comunità, il rischio sarebbe quello di dar vita a un modello di sviluppo con scarse ricadute sull’economia locale, caratterizzato da visitatori che usufruiscono dei servizi interni alla struttura senza un reale beneficio per i bar, le botteghe e i ristoranti del centro.

L’opposizione parla apertamente del pericolo di un “turismo ad enclave”, ovvero di una realtà isolata rispetto al tessuto sociale ed economico del territorio, nella quale i profitti finirebbero fuori dal contesto locale, lasciando sul territorio soltanto occupazione stagionale o poco qualificata. A ciò si aggiungerebbe, secondo il gruppo, una perdita ancora più rilevante: quella di un luogo nato per essere pubblico e che rischierebbe invece di diventare inaccessibile alla stessa comunità che ne ha sostenuto l’acquisto.

Per la Lista di Comunità il nodo politico è proprio questo: un bene acquistato con fondi pubblici, lasciato nel tempo senza una vera prospettiva di recupero e ora, a loro giudizio, avviato verso una possibile cessione o valorizzazione privata. Una dinamica che il gruppo definisce inaccettabile, sia sul piano amministrativo sia su quello del rapporto con la cittadinanza.

Da qui la scelta di convocare un incontro aperto al pubblico. L’obiettivo dichiarato è capire se esistano ancora margini per immaginare una riqualificazione a uso pubblico del Chiostro di San Lorenzo, mettendo attorno a un tavolo idee, competenze e possibili strumenti di finanziamento. Per l’opposizione, infatti, la rinuncia a uno spazio collettivo non sarebbe una fatalità, ma una scelta politica da discutere e, se necessario, contrastare.

L’appuntamento è quindi fissato per venerdì 25 settembre, alle ore 21, al Chiostro di San Lorenzo. La Lista di Comunità invita i cittadini a partecipare per discutere del futuro di uno dei luoghi più significativi di Bibbiena, con l’intento di riportare il tema al centro del confronto pubblico prima che vengano assunte decisioni definitive.

Se vuoi, posso trasformarlo anche in una versione più da comunicato stampa, oppure in una versione più asciutta e “giornalistica” per pubblicazione online.

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