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Cronaca

Tari al 100% nelle frazioni, lettera aperta al sindaco di Castel San Niccolò: «Ci vuole la Regione per spiegarvi l’equità fiscale?»

di Redazione Casentino24

11/08/2026 17:58

Alessandra Aldori torna sul caso dei residenti delle zone periferiche e chiama in causa l’intervento della Difensora Civica regionale: «Penalizzare le frazioni significa favorire lo spopolamento della montagna». La richiesta al Comune è di rivedere il regolamento e la collocazione dei cassonetti

CASTEL SAN NICCOLÒ – Torna al centro del dibattito la questione della Tari nelle frazioni periferiche di Castel San Niccolò e, in particolare, il caso di Torre Ca’ di Bati, dove alcuni residenti lamentano di dover percorrere una distanza significativa per raggiungere i cassonetti pur continuando a pagare la tassa sui rifiuti per intero.

Il caso: Tari al 100% con i cassonetti a oltre un chilometro. I residenti protestano, interviene il Difensore Civico

A riaccendere la discussione è Alessandra Aldori, che indirizza una lettera aperta al sindaco di Castel San Niccolò contestando la modifica dell’articolo 20 del Regolamento Tari e chiedendo all’amministrazione comunale di intervenire.

«Amministrare un territorio montano e complesso come il nostro – scrive Aldori – non significa solo far quadrare i conti o approvare delibere nel chiuso degli uffici comunali. Significa, prima di tutto, avere il coraggio di guardare in faccia i cittadini e informarli quando le decisioni della giunta colpiscono direttamente le loro tasche».

La contestazione sulla distanza dai cassonetti

Il nodo riguarda le condizioni necessarie per ottenere una riduzione della tariffa in relazione alla distanza dal punto di conferimento dei rifiuti. Secondo quanto sostenuto nella lettera, con la modifica regolamentare l’amministrazione avrebbe previsto il pagamento della Tari al 100% per chi non risiede a una distanza superiore a 2,5 chilometri dal primo cassonetto.

Una soglia che Aldori definisce «surreale e spropositata», contestando non soltanto il merito della decisione, ma anche il modo in cui sarebbe stata comunicata ai cittadini.

«Lei si difenderà dicendo che l’atto è stato pubblicato nell’Albo Pretorio online e che “la legge è stata rispettata”. Ma sa perfettamente che la trasparenza burocratica non è trasparenza reale», sostiene nella lettera, lamentando l’assenza di una specifica campagna informativa e di un confronto preventivo con i residenti delle frazioni interessate.

L’intervento della Difensora Civica della Toscana

A sostegno della propria posizione Aldori richiama quindi una nota della Difensora Civica della Regione Toscana del 5 agosto 2026, protocollo 0005988/202601046, indirizzata, secondo quanto riportato nella lettera, al Comune di Castel San Niccolò e all’Unione dei Comuni Montani del Casentino.

Nel documento, riferisce Aldori, la Difensora Civica chiederebbe di valutare la riallocazione dei cassonetti e di riesaminare l’esercizio del potere regolamentare con l’obiettivo di eliminare i disagi segnalati.

«Ci domandiamo, Signor Sindaco: è davvero necessario che intervenga Firenze per ricordare a questa amministrazione come si gestisce un servizio pubblico con equità e buon senso? È normale che un cittadino debba ricorrere alla Regione per ottenere l’ascolto e la tutela che il proprio Sindaco gli ha negato?», attacca Aldori.

Al centro della protesta resta soprattutto la condizione di chi vive nelle aree più lontane dai principali centri abitati. Secondo l’autrice della lettera, imporre il pagamento integrale della Tari in presenza di cassonetti distanti rischierebbe di penalizzare ulteriormente chi ha scelto di continuare ad abitare nelle frazioni montane.

«Penalizzare le frazioni significa favorire lo spopolamento della montagna e trasformare i residenti in “autisti della spazzatura”, costretti a fare chilometri in auto con i rifiuti nel bagagliaio pur pagando una tariffa piena».

La richiesta rivolta all’amministrazione è quindi di rivedere il regolamento e avvicinare i punti di conferimento alle abitazioni, prendendo in considerazione quanto indicato dalla Difensora Civica.

«Adesso la lettera della Difensora Civica è sul Suo tavolo – conclude Aldori –. I cittadini e i media locali attendono di sapere se intende arroccarsi ancora dietro i formalismi della burocrazia o se, per una volta, vorrà dimostrare l’autorevolezza politica di ascoltare il territorio».

La lettera aperta integrale

LETTERA APERTA AL SINDACO DI CASTEL SAN NICCOLÒ

Oggetto: Regolamento TARI e gestione del territorio: ci vuole la Regione per spiegarvi l’equità fiscale?

Signor Sindaco,

amministrare un territorio montano e complesso come il nostro non significa solo far quadrare i conti o approvare delibere nel chiuso degli uffici comunali. Significa, prima di tutto, avere il coraggio di guardare in faccia i cittadini e informarli quando le decisioni della giunta colpiscono direttamente le loro tasche.

Con la modifica all’Articolo 20 del Regolamento TARI, la Sua amministrazione ha stabilito che chi abita nelle frazioni periferiche, come la Località Torre Ca’ di Bati, debba pagare la tassa sui rifiuti al 100%, a meno che non risieda a una distanza surreale e spropositata di oltre 2 chilometri e mezzo dal primo cassonetto.

Lei si difenderà dicendo che l’atto è stato pubblicato nell’Albo Pretorio online e che “la legge è stata rispettata”. Ma sa perfettamente che la trasparenza burocratica non è trasparenza reale. Nascondersi dietro un link sul sito web del Comune per far passare una norma così penalizzante, senza avviare una campagna informativa o un confronto con i residenti delle frazioni, non è un atto di lungimiranza: è una fuga dal confronto politico con i Suoi elettori.

La gravità di questa scelta non è più solo una lamentela dei cittadini penalizzati. Oggi è un fatto istituzionale certificato. La Difensora Civica della Regione Toscana, con nota formale del 5 agosto 2026 (Prot. 0005988/202601046), è dovuta intervenire direttamente nei confronti del Comune di Castel San Niccolò e dell’Unione dei Comuni Montani del Casentino per porre fine a questa situazione.

Le parole dell’organo di garanzia regionale sono una bocciatura netta della Sua linea d’azione. La Difensora Civica La “prega” formalmente di valutare la riallocazione dei cassonetti e di rivedere l’esercizio del Suo potere regolamentare per eliminare i disagi.

Ci domandiamo, Signor Sindaco: è davvero necessario che intervenga Firenze per ricordare a questa amministrazione come si gestisce un servizio pubblico con equità e buon senso? È normale che un cittadino debba ricorrere alla Regione per ottenere l’ascolto e la tutela che il proprio Sindaco gli ha negato?

Penalizzare le frazioni significa favorire lo spopolamento della montagna e trasformare i residenti in “autisti della spazzatura”, costretti a fare chilometri in auto con i rifiuti nel bagagliaio pur pagando una tariffa piena.

Adesso la lettera della Difensora Civica è sul Suo tavolo. I cittadini e i media locali attendono di sapere se intende arroccarsi ancora dietro i formalismi della burocrazia o se, per una volta, vorrà dimostrare l’autorevolezza politica di ascoltare il territorio, modificando un regolamento ingiusto e riavvicinando i servizi a chi ne ha diritto.

La palla passa a Lei.

Alessandra Aldori

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