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Cronaca

Il caso: Tari al 100% con i cassonetti a oltre un chilometro. I residenti protestano, interviene il Difensore Civico

di Redazione Casentino24

09/08/2026 16:56

Castel San Niccolò – Il caso di alcune famiglie di Torre Ca’ di Bati arriva all’attenzione della Difensora civica regionale Lucia Annibali. I cittadini: “Fino allo scorso anno riconosciuta la riduzione del 60%, ora paghiamo per intero”. Chiesto al Comune e all’Unione dei Comuni di valutare una diversa collocazione dei cassonetti

CASTEL SAN NICCOLÒ – La Tari si paga al 100%, ma per raggiungere i cassonetti occorre percorrere oltre un chilometro lungo una strada vicinale che, secondo quanto denunciato dai residenti, è buia, isolata e priva di marciapiedi. È il caso sollevato da alcune famiglie di località Torre Ca’ di Bati, nel comune di Castel San Niccolò, che contestano le modalità di applicazione della tassa sui rifiuti e hanno portato la vicenda all’attenzione della Difensora civica della Regione Toscana.

Una protesta che ha già prodotto un primo intervento istituzionale. Con una nota datata 5 agosto 2026, la Difensora civica regionale, l’avvocata Lucia Annibali, ha scritto al Comune di Castel San Niccolò e, per conoscenza, all’Unione dei Comuni Montani del Casentino e alla residente Alessandra Aldori, che aveva presentato la segnalazione.

La protesta: “Quasi tre chilometri tra andata e ritorno”

Al centro della questione c’è la distanza tra le abitazioni e i punti di conferimento dei rifiuti. Secondo quanto riferito dai residenti, per raggiungere i cassonetti sarebbe necessario percorrere oltre 1.300 metri, che diventano quasi tre chilometri considerando andata e ritorno.

Un tragitto che, sostengono, presenta ulteriori criticità per le caratteristiche della viabilità: la strada sarebbe infatti priva di illuminazione e di marciapiedi, con conseguenti problemi soprattutto nelle ore serali.

Nonostante questa situazione, spiegano i cittadini, la Tari viene applicata per intero.

La contestazione riguarda in particolare l’articolo 20 del regolamento Tari del Comune relativo alle cosiddette “zone non servite”. Secondo quanto riportato dai residenti, a seguito delle modifiche regolamentari l’agevolazione sarebbe riconosciuta soltanto oltre una distanza di 2.500 metri dal punto di conferimento.

I cittadini richiamano anche la normativa nazionale, sostenendo che la disciplina statale consenta riduzioni della tariffa in relazione alla distanza e alle modalità con cui viene effettivamente svolto il servizio di raccolta.

“Fino allo scorso anno avevamo la riduzione del 60%”

A rendere ancora più accesa la protesta è il confronto con quanto sarebbe avvenuto negli anni precedenti.

“Fino all’anno scorso l’amministrazione riconosceva il nostro disagio con una tariffa ridotta del 60%, un principio di totale buonsenso”, affermano i residenti.

Poi la modifica delle condizioni previste dal regolamento avrebbe determinato il ritorno alla tariffa piena.

“Oggi, con una modifica regolamentare a tavolino, il Comune ha deciso di fare cassa sulle nostre spalle – proseguono i cittadini –. Usano i regolamenti come scudo per ripianare i bilanci, ignorando le difficoltà concrete delle famiglie periferiche. Pretendere la tariffa piena per un servizio che dista più di un chilometro al buio è una vergogna. Se non ci portano i servizi vicini, non possono chiederci di pagare come chi ha i cassonetti sotto il portone”.

Si tratta, naturalmente, delle accuse formulate dai residenti, sulle quali potranno arrivare eventuali precisazioni o repliche da parte dell’amministrazione comunale e degli enti interessati.

La Difensora civica scrive al Comune

La questione è stata quindi sottoposta alla Difensora civica della Regione Toscana, che nella comunicazione ufficiale richiama la segnalazione ricevuta dalla residente di Torre Ca’ di Bati.

Annibali evidenzia di aver riscontrato “l’esaustività dei chiarimenti informativi resi dall’Ufficio Tributi dell’Unione dei Comuni Montani del Casentino in risposta all’istanza della sig.ra Aldori”, ma ritiene comunque opportuno richiamare l’attenzione degli organi istituzionali sulla vicenda.

Nella nota si legge infatti che la Difensora civica considera necessario sollecitare “ogni considerazione valutativa nell’esercizio del potere regolamentare spettante in materia”.

Non solo. C’è anche una richiesta concreta relativa al servizio di raccolta.

“Prego, altresì, i Vostri preposti Uffici di voler valutare, in accordo con il Gestore del servizio, l’opportunità di una allocazione dei cassonetti dei rifiuti tale da eliminare o quanto meno mitigare i disagi segnalati”, scrive Annibali.

La Difensora civica conclude auspicando “l’individuazione di una soluzione che contemperi al meglio le esigenze dell’Amministrazione e dei cittadini”.

Il caso, dunque, resta aperto. Da una parte c’è un regolamento che, secondo quanto riferito dai residenti, non consentirebbe più di beneficiare della precedente riduzione; dall’altra c’è una condizione concreta di disagio che ha portato la Difensora civica regionale a chiedere agli enti interessati di valutare sia la questione regolamentare sia una possibile diversa collocazione dei cassonetti.

Immagine generata da AI

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