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Attualità

Il ricordo delle nove vittime del fulmine e dei caduti per la Libertà: la commemorazione sull’Alpe di Catenaia

di Redazione Casentino24

16/07/2026 15:31

SUBBIANO – Un doppio momento di memoria collettiva unirà anche quest’anno le comunità di Subbiano, Capolona e Castiglion Fibocchi. Sabato 18 luglio, a Fonte del Baregno, sull’Alpe di Catenaia, si terrà la tradizionale commemorazione dedicata ai caduti per la Liberazione della provincia di Arezzo e alle nove vittime della tragedia del fulmine del 18 luglio 1976, una delle pagine più dolorose della storia recente del territorio.

L’iniziativa, promossa insieme ad ANPI e alle rappresentanze istituzionali, prenderà avvio a Subbiano per poi proseguire sull’Alpe di Catenaia con la celebrazione religiosa in suffragio dei caduti per la Libertà e delle persone che persero la vita mentre partecipavano alla tradizionale Festa della Libertà.

Una tragedia che segnò un’intera comunità

Era il 18 luglio 1976 quando centinaia di persone si erano ritrovate a Fonte del Baregno per celebrare la Liberazione tra musica, canti e momenti di convivialità. Improvvisamente il maltempo trasformò quella giornata di festa in una tragedia: un violento fulmine colpì un antico faggio sotto il quale nove persone avevano cercato riparo dalla pioggia.

La scarica elettrica provocò la morte di Sandro Necci, Giuseppa Cecchetti, Claudio Sereni, Gaetano Rosadi, Patrizio Ceccherini, Mario Morelli, Maria Bruni, del figlio Patrizio Cincinelli ed Eugenio Sacchini, allora vicesindaco di Castiglion Fibocchi.

Cinquant’anni dopo, il ricordo di quel drammatico episodio continua a rappresentare un momento di forte partecipazione per le tre comunità.

Mattesini: “Un’occasione per custodire i valori della libertà”

La sindaca di Subbiano Ilaria Mattesini sottolinea il significato della cerimonia:

“Come da tradizione, il terzo sabato di luglio ricordiamo, con una cerimonia che prende avvio a Subbiano e prosegue sull’Alpe di Catenaia, l’anniversario della Liberazione di Subbiano, Capolona e della provincia di Arezzo, insieme alle vittime della tragedia di Fonte al Baregno. Sono due momenti di intensa partecipazione e profonda emozione, durante i quali vogliamo mantenere viva la memoria di quanti hanno reso possibile il ritorno della libertà nei nostri territori, dopo gli anni della dittatura e della Seconda guerra mondiale, e ricordare anche coloro che, per una tragica fatalità, persero la vita proprio mentre si apprestavano a celebrare quei giorni di ritrovata libertà.”

Per la sindaca la commemorazione non rappresenta soltanto un omaggio ai caduti, ma anche un’occasione per riflettere su una comunità che ha saputo ritrovarsi attorno ai valori della libertà, della democrazia e della solidarietà, principi che ancora oggi costituiscono il fondamento della convivenza civile.

Domini: “La memoria è una responsabilità verso il futuro”

Sullo stesso significato insiste anche l’assessore alla Cultura Paolo Domini, che richiama l’importanza di trasmettere alle nuove generazioni il valore delle conquiste democratiche.

“Libertà, democrazia e solidarietà sono principi che talvolta rischiamo di dare troppo per scontati. Eppure sono stati conquistati grazie al sacrificio di tante donne e tanti uomini, che hanno pagato con la propria vita il prezzo della libertà. Per questo abbiamo il dovere non solo di custodirne la memoria, ma anche di difenderli ogni giorno dalle insidie del presente.”

Domini evidenzia come ricordare significhi assumersi una responsabilità verso il futuro, affinché le nuove generazioni comprendano che libertà, democrazia e pace non sono conquiste definitive, ma beni preziosi da tutelare quotidianamente.

Le testimonianze del libro di Benito Bondi

L’edizione 2026 della commemorazione sarà arricchita dalla lettura di testimonianze tratte dal volume “Subbiano racconta una vita vissuta” di Benito Bondi, pubblicato dalla Regione Toscana e recentemente ristampato grazie all’impegno del figlio Valter Bondi.

Attraverso quei racconti, la cerimonia offrirà ai partecipanti un’ulteriore occasione di riflessione sulla memoria storica, sul valore della pace e sul legame tra passato e presente, mantenendo vivo il ricordo di chi ha sacrificato la propria vita per la libertà e di chi, cinquant’anni fa, fu colpito da una tragedia improvvisa proprio mentre celebrava quella stessa libertà.

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