Pasqua 2026 si apre con segnali contrastanti per il turismo organizzato: le prenotazioni risultano in lieve flessione rispetto allo scorso anno, ma la Toscana mostra una capacità di tenuta superiore alla media nazionale. È quanto emerge dalle rilevazioni di Assoturismo Confesercenti Toscana, che fotografano un settore ancora condizionato da fattori economici e geopolitici.
A livello nazionale, secondo i dati del Centro Studi Turistici di Firenze, le presenze complessive previste sono 14,1 milioni, in calo dell’1,3% rispetto al 2025, pari a circa 200mila pernottamenti in meno. Il turismo straniero continua a rappresentare la quota principale del mercato con 8,3 milioni di presenze (58,9%, -1,4%), mentre gli italiani si attestano a 5,8 milioni (-1,2%).
In questo scenario, la Toscana registra una flessione più contenuta. “Il contesto regionale soffre meno rispetto al resto del Paese – spiega Francesco Giannerini, presidente di Assoturismo Confesercenti Toscana – anche se il segno meno resta evidente. Le tensioni internazionali stanno penalizzando soprattutto i flussi dai mercati d’oltreoceano e asiatici, mentre tiene meglio il turismo europeo di prossimità”.

Francesco Giannerini, presidente di Assoturismo Confesercenti Toscana
Tra i mercati in crescita si segnalano Austria, Francia, Germania, Paesi Bassi, Polonia, Svizzera, Repubblica Ceca e Ungheria. In calo invece Stati Uniti, Canada, Australia, Gran Bretagna, Cina, Giappone, India e Corea del Sud. Stabili Belgio, Brasile, Spagna e Paesi scandinavi.
Le città d’arte si confermano anche per questa Pasqua le destinazioni più richieste, mentre resta più incerta la situazione per le località costiere, fortemente influenzate dalle condizioni meteo. “Per le città d’arte puntiamo, nella migliore delle ipotesi, a confermare i numeri dello scorso anno – aggiunge Giannerini – mentre per la costa l’incognita meteorologica continua a pesare”.
Il peso delle tensioni internazionali
A incidere sul quadro generale è soprattutto il contesto geopolitico, con il conflitto in Medio Oriente che alimenta un clima di incertezza e sta già producendo effetti concreti sul turismo.
Secondo Assohotel Confesercenti Toscana, i mercati più esposti – Stati Uniti, Far East e aree direttamente o indirettamente coinvolte nella crisi – rappresentano circa il 14% dei pernottamenti stranieri in Italia. Si tratta di bacini fondamentali per il sistema ricettivo, caratterizzati da soggiorni più lunghi e da una capacità di spesa elevata, mediamente tra i 300 e i 350 euro al giorno.
“Alcune strutture stanno già registrando cancellazioni – spiega Fabio Cenni, presidente di Assohotel Confesercenti Toscana – ma il problema principale è l’incertezza, che rischia di incidere sempre più sulle prenotazioni. I tour operator chiedono condizioni di cancellazione sempre più flessibili, segnale evidente della fragilità del mercato”.

Fabio Cenni, presidente di Assohotel Confesercenti Toscana
Da qui la richiesta di attivare una cabina di monitoraggio del turismo, per seguire in tempo reale l’evoluzione della situazione e valutare eventuali misure di sostegno alle imprese.
Effetti anche sui flussi in uscita
La crisi in Medio Oriente sta influenzando anche il turismo outgoing degli italiani. Secondo un’analisi di Vamonos-Vacanze.it su dati Media Research, per Pasqua erano previste circa 72mila partenze verso le destinazioni del Golfo, per un valore economico complessivo di 128 milioni di euro.
Le prime evidenze indicano però già 15mila cancellazioni (circa 25 milioni di euro) e oltre 25mila prenotazioni ancora in bilico, per un valore potenzialmente a rischio di altri 41,7 milioni. Complessivamente, il valore economico esposto supera i 66 milioni di euro.
Una tenuta fragile ma significativa
Il quadro che emerge è quello di un turismo resiliente ma sotto pressione. La Toscana, forte della sua attrattività internazionale e della varietà dell’offerta, riesce a contenere le perdite meglio di altre regioni, ma resta esposta alle dinamiche globali.
Tra costi energetici ancora elevati, instabilità geopolitica e cambiamenti nei flussi internazionali, il settore si prepara a una stagione primaverile all’insegna della prudenza, con lo sguardo puntato sull’evoluzione degli scenari internazionali.












