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Attualità

‘Ci chiamavano stazioncini’, il nuovo documentario di Alessandro Cecconi

di Rossana Farini

28/09/2026 15:01

Il documentario verrà presentato ufficialmente domenica 4 ottobre 2026 alle ore 18.00 in Piazza Sacconi a Bibbiena Stazione.

Comune di Bibbiena e Pro Loco di Bibbiena Stazione ancora insieme per un prodotto multimediale realizzato e curato dal fotografo e regista Alessandro Cecconi.  “Ci chiamavano stanzioncini” è la seconda opera documentaristica realizzata dal regista e fotografo Alessandro Cecconi dopo il lavoro straordinario dedicato a “La Fabbrica del Tannino”, documentario che ha riscosso un notevole riscontro di pubblico, figurando anche tra i titoli più visti sulle piattaforme streaming dedicate al cinema documentario come Europa Specials.

Mentre il precedente lavoro ripercorre la storia e le vicende della storica Fabbrica del Tannino di Bibbiena Stazione, attiva dal 1923 e profondamente legata all’identità, all’economia e alla vita sociale del territorio, questo documentario va a riportare alla luce con immagini d’epoca e ricostruzioni, la vita delle persone che vivevano e i cambiamenti avvenuti in questo quartiere dopo la costruzione della ferrovia.

“Grazie alla Collaborazione della Pro Loco e del Comune, ho voluto riportare alla luce, il cambiamento di un quartiere che, dopo l’avvento della ferrovia, ovvero intorno al 1888, da luogo dedito all’agricoltura diventa una sorta di centro industriale di altissimo livello con la nascita di tante aziende che hanno fatto la storia del Casentino, come appunto la stessa Baraclit. Ma ho voluto raccontare il cambiamento attraverso le storie delle persone, quelle che ci appassionano, che ci fanno andare indietro nel tempo ma ci danno anche lo spesso di un percorso di vita e di impegno elevatissimi”, commenta il regista Alessandro Cecconi.

Bibbiena Stazione è un centro abitato cresciuto in gran parte attorno alle infrastrutture ferroviarie e industriali della zona. Spesso le comunità nate attorno agli scali ferroviari venivano identificate dai locali con soprannomi o termini legati alla ferrovia e al lavoro operaio, il che spiega l’assonanza o il richiamo con cui è stato nominato il progetto.

“Il lavoro di Alessandro anche questa volta ci emoziona e ci guida. Ci emoziona perché ovviamente ci riporta alla memoria volti, situazioni e vite. Ci guida perché ogni lavoro artistico, ci indica anche la strada. Questo quartiere ha avuto nel tempo tante trasformazioni sociali e quindi i documentari realizzati dal regista ci portano un punto di vista di altissimo livello per capire come costruire insieme il futuro. Un grazie a lui, ma anche a tutte le persone della Pro Loco che nel tempo si sono impegnati a costruire insieme ad Alessandro vicende e situazioni che sono entrate in questo nuovo capolavoro che invito tutti a venire a scoprire come un nuovo contributo culturale da condividere come comunità”, commenta Francesca Nassini Assessora alla Cultura del Comune di Bibbiena.

Alessandro Cecconi è un regista, fotografo e autore originario del Casentino dove è ritornato di recente dopo aver lavorato con soddisfazione in tutto il mondo. Prima di stabilirsi in Toscana nella terra d’origine della sua famiglia, ha vissuto a lungo a New York e Los Angeles, dove ha lavorato a fianco di grandi maestri del cinema come Werner Herzog e Jean-Luc Godard. I suoi lavori uniscono la ricerca storica e la memoria collettiva al linguaggio visivo, focalizzandosi spesso sulle radici, sulle identità locali e sul patrimonio industriale. Oltre alla regia di documentari, si occupa del recupero di archivi fotografici storici e di progetti culturali incentrati sull’integrazione e sulla narrazione del territorio.

Il nuovo lavoro di Cecconi, realizzato grazie al Comune di Bibbiena, la Regione e la Pro Loco, sarà ufficialmente presentato il 4 ottobre alle ore 18 in Piazza Generale Sacconi a Bibbiena Stazione.

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