Silvia Rossi: “Aumenti decisi senza alcun confronto in Consiglio comunale. A settembre molte famiglie scopriranno il peso dei rincari della mensa scolastica”
BIBBIENA – L’estate porta con sé non soltanto il caldo, ma anche il primo impatto concreto con gli aumenti delle tariffe comunali decisi dall’amministrazione di Bibbiena. A denunciarlo è Silvia Rossi, capogruppo di Lista di Comunità in Consiglio comunale, che punta l’attenzione sui rincari della piscina comunale e annuncia che il vero banco di prova arriverà con la riapertura delle scuole, quando entreranno pienamente in vigore le nuove tariffe della mensa.
“La riapertura della piscina rende finalmente visibili decisioni che la Giunta ha assunto mesi fa – dichiara Rossi –. Quello che durante l’inverno poteva sembrare un semplice aggiornamento tariffario oggi diventa una spesa concreta per le famiglie. Ed è solo il primo capitolo.”
La capogruppo ricorda come le nuove tariffe siano state approvate con una delibera della Giunta comunale del 19 novembre 2025, senza alcun passaggio in Consiglio comunale.
“È importante chiarire un aspetto – sottolinea Rossi –: il Consiglio comunale non è mai stato chiamato a discutere o votare questi aumenti. Si tratta di una scelta esclusivamente della Giunta guidata dal sindaco Filippo Vagnoli e dai suoi assessori, che ne assumono quindi tutta la responsabilità politica.”
Nel dettaglio, per i residenti il biglietto intero della piscina passa da 6,50 a 7 euro nei giorni feriali e raggiunge i 7,50 euro nei fine settimana e nei festivi. Per i non residenti l’ingresso sale invece a 9 euro nei feriali e a 9,50 euro nei weekend.
“È evidente che il Comune abbia sostenuto investimenti importanti per la piscina e che l’impianto debba essere mantenuto – osserva Rossi –. Ma aumentare le tariffe non significa automaticamente aumentare gli incassi. Una parte consistente degli utenti arriva dai comuni vicini: se questi prezzi saranno considerati poco competitivi e una quota di frequentatori sceglierà altre strutture, i costi di gestione resteranno sostanzialmente gli stessi mentre diminuiranno le entrate.”
Secondo Lista di Comunità, il problema riguarda più in generale l’impostazione dell’amministrazione nella gestione dei servizi.
“Colpisce il contrasto tra i grandi discorsi sulla promozione del Casentino come vallata unita e le scelte concrete – afferma Rossi –. Da una parte si parla di collaborazione tra territori, dall’altra si finisce per fare cassa proprio sui cittadini dei comuni limitrofi, che rappresentano una parte importante dell’utenza dei nostri servizi. È una visione di corto respiro.”
La consigliera richiama inoltre l’attenzione sulla politica tariffaria applicata anche in altri servizi culturali, come il museo archeologico, dove non sarebbero previste agevolazioni strutturate per incentivare la partecipazione dei residenti.
Per Lista di Comunità, tuttavia, la questione più delicata arriverà dopo l’estate.
“Oggi il conto arriva con il biglietto della piscina – evidenzia Rossi –. A settembre arriverà con la mensa scolastica. Le nuove tariffe sono già state approvate, ma molte famiglie non ne hanno ancora percepito gli effetti semplicemente perché l’anno scolastico era terminato.”
Secondo le simulazioni emerse nel dibattito pubblico, gli aumenti potrebbero incidere fino a circa 240 euro l’anno per alcune famiglie.
“Parliamo di cifre che, sommate al generale aumento del costo della vita, rischiano di pesare in modo significativo sui bilanci familiari – conclude Rossi –. Ci chiediamo perché un’amministrazione che continua a registrare consistenti avanzi di amministrazione abbia scelto di reperire risorse aumentando il costo dei servizi utilizzati quotidianamente dai cittadini. Le famiglie meritano risposte e una politica che sappia conciliare sostenibilità economica e tutela del potere d’acquisto.”















