Taglio del nastro a Corsalone per il nuovo ponte tibetano verso La Lappola. Investimento regionale da 500mila euro. Casini: «Un’opera che unisce territori, persone e diversità»
CHIUSI DELLA VERNA (AR) – Un ponte tra due sponde, ma soprattutto un simbolo di pace, incontro e condivisione nel segno di San Francesco. È stato inaugurato questo pomeriggio, sabato 29 agosto, il nuovo “Ponte della Pace”, il ponte tibetano realizzato dal Comune di Chiusi della Verna tra Corsalone e La Lappola, lungo uno degli itinerari che conducono verso il santuario della Verna.
Alla giornata hanno partecipato, tra gli altri, il presidente della Regione Toscana Eugenio Giani, la consigliera regionale Roberta Casini e il sindaco di Chiusi della Verna Giampaolo Tellini, insieme ai rappresentanti delle istituzioni civili e religiose e a numerosi cittadini.
L’opera nasce nell’ambito delle celebrazioni degli ottocentenari francescani e punta a rafforzare il sistema dei cammini, della mobilità dolce e del turismo sostenibile, mettendo in collegamento il basso Casentino con la Via di Francesco, il Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi e i percorsi diretti verso il santuario della Verna.
A sottolineare il valore simbolico e territoriale dell’intervento è stato il presidente della Regione Toscana Eugenio Giani.
«È un ponte che rappresenta un segnale di collegamento e di pace, nel segno della figura di San Francesco che ottocento anni fa lasciava questa terra e che proprio a Chiusi della Verna aveva vissuto uno dei momenti fondamentali della sua vita, quello delle stimmate», ha detto Giani.
Il presidente ha ricordato come l’idea del ponte sia nata proprio dal confronto con il sindaco Tellini e dal percorso già avviato per migliorare l’accessibilità alla Verna.
«Giampaolo Tellini ha avuto un’idea geniale: creare un passaggio dal borgo di Corsalone verso il percorso che, in circa venti chilometri, conduce al santuario attraverso un ponte tibetano. Anche nel suo ondulare questo ponte restituisce il senso del rapporto e dell’armonia con la natura che ci sovrasta e ci circonda».
Giani ha evidenziato anche il valore paesaggistico e turistico dell’area del Corsalone, sottolineandone le potenzialità legate alla presenza del lago, del campeggio, degli impianti sportivi e degli itinerari da percorrere a piedi o in bicicletta.
«Questo luogo può diventare sempre più un’attrattiva turistica di grande significato. Il ponte caratterizza il passaggio, l’unione, ma apre anche alla prospettiva di implementare i servizi che possono essere offerti qui al Corsalone».
Determinante per la realizzazione dell’infrastruttura è stato il contributo della Regione Toscana, pari a 500mila euro, a cui si sono aggiunte le risorse comunali.
«L’idea venne a Tellini mentre inauguravamo un’altra opera sostenuta dalla Regione, il percorso accessibile alle persone con disabilità per raggiungere direttamente i luoghi di San Francesco all’interno del santuario. È stato veramente ispirato e ci ha convinto a mettere 500mila euro, che insieme ai fondi del Comune hanno rappresentato il finanziamento determinante per realizzare quest’opera», ha ricordato Giani.
«Quando le idee sono belle e ci portano nella Toscana diffusa, offrendo nuovi segnali della bellezza della nostra regione, c’è tutto il nostro orgoglio. Questa opera dà il senso del rapporto della Regione Toscana con i suoi territori: la Toscana è bella ovunque, ma a Chiusi della Verna ancora di più».
“Un nuovo ponte è sempre simbolo di unione, collegamento, connessione – ha sottolineato l’assessore Filippo Boni – in questo caso il valore simbolico dell’infrastruttura è anche maggiore perché grazie alla nuova infrastruttura il passaggio dea una sponda all’altra del torrente sarà sicuro anche per chi necessita di sedie a rotelle o per le famiglie con passeggini. Inoltre la posizione permetterà un punto di vista privilegiato sul paesaggio circostante. Chiusi della Verna racchiude fascino, sacralità ed un profondo senso di pace, e per questo trovo giusto che proprio a questo ambizioso obiettivo globale sia dedicata una struttura che, pur nel suo piccolo, parla di connessioni e di distanze riunite”.
Sul valore del nuovo ponte è intervenuta anche la consigliera regionale Roberta Casini, che ha posto l’accento sulla capacità dell’infrastruttura di andare oltre la propria funzione materiale.
«Siamo davvero in un posto splendido. Oggi inauguriamo un ponte tibetano che è prima di tutto un collegamento: unisce le aree interne con le aree metropolitane e lo fa nel segno della pace, nell’anno degli ottocento anni legati alla memoria di San Francesco», ha dichiarato Casini.
«È qualcosa di più di una semplice opera infrastrutturale: ha un valore importante per tutta la comunità. Questo è stato possibile grazie all’investimento che il presidente della Regione Toscana ha voluto inserire nel bilancio regionale e grazie all’energia, alla passione e alle idee del sindaco Giampaolo Tellini».
Casini ha quindi richiamato l’attualità del messaggio racchiuso nel nome scelto per l’opera.
«Viviamo un momento storico complicato e poter dire che un ponte può contribuire a portare pace significa ricordare che è possibile unire anche le divergenze, le difficoltà e soprattutto le diversità. Non dobbiamo mai dimenticare che la pace nasce da ciascuno di noi, da ogni singolo gesto del nostro vivere quotidiano».
Il nuovo ponte, lungo 50 metri e largo 1,30 metri, consente di attraversare in sicurezza il torrente Corsalone ed è stato concepito per essere percorribile anche da persone in sedia a rotelle e da famiglie con passeggini. La struttura offre inoltre un punto di osservazione privilegiato sul paesaggio circostante.
Per il sindaco Giampaolo Tellini, il “Ponte della Pace” rappresenta il completamento di un percorso più ampio dedicato alla valorizzazione e all’accessibilità del territorio francescano.
«Il Ponte della Pace nasce innanzitutto per unire. Lo stesso nome non richiama soltanto la funzione infrastrutturale, ma anche il messaggio di fraternità, incontro, pace e dialogo legato al territorio della Verna e alla figura di San Francesco».
L’inaugurazione è stata accompagnata dagli interventi delle istituzioni civili e religiose, dalla benedizione e dall’attraversamento inaugurale della nuova struttura. Un’opera che da oggi entra a far parte della rete dei percorsi del Casentino con l’obiettivo di avvicinare cittadini, pellegrini, escursionisti e cicloturisti alla Verna attraverso una modalità di fruizione lenta, accessibile e rispettosa dell’ambiente.















