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Economia

L’eleganza del ricciolo, il dramma dei senza lavoro

di Redazione Casentino24

15/10/2026 21:17

Il panno del Casentino ha salutato la vallata che aveva visto la sua creazione. In queste settimane molti ne hanno ricordato la storia, hanno citato nobili come re Carlo III e attrici come Audrey Hepburn. Giuste memorie ma la morte del panno del Casentino non è solo la leggera storia di un fantasma che si aggira tra Londra e Hollywood.

E’, purtroppo, un dramma di 15 persone in carne e ossa. Persone che per decenni hanno lavorato, con professionalità e – senza retorica – amore, un prodotto unico al mondo. Hanno contribuito a diffondere il nome del Casentino del mondo. Adesso sono sulla strada. Per molti di loro senza prospettive.

E’ questo il tema del quale non solo il sindacato ma l’intera società deve farsi carico.

“In questi anni – dichiarano Elisa Calori, segretaria Filctem e Alessandro Tracchi, segretario Cgil – la Filctem e la Cgil si sono impegnate quotidianamente per garantire la continuità dell’attività produttiva. Lo hanno fatto organizzando incontri con le istituzioni locali che ringraziamo per la disponibilità e sollecitando impegni e investimenti da parte di nuovi imprenditori. I lavoratori sono rimasti sul pezzo, con il cuore sempre più pesante e il borsello sempre più leggero.

Adesso è finita. Addio al panno del Casentino che probabilmente sarà lavorato altrove. Ma 15 lavoratori sono rimasti qui. Non solo alle istituzioni locali e alla Regione chiediamo un impegno ma anche al sistema imprenditoriale toscano per trovare soluzioni occupazionali. Se queste non ci saranno, non avremo più il “ricciolo” di una volta ma rimarranno le logiche di sempre, quelle per le quali alla fine uno solo paga per tutti: il lavoratore. Questa storia non è una semplice vertenza sindacale ma il paradigma di come la nostra società intenda misurarsi con un mondo del lavoro fatto di piccole realtà che rappresentano anche il tessuto sociale e culturale di aree come quelle interne del nostro Paese”.

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