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Cronaca

Poppi, truffa dei “finti carabinieri”: due arresti, recuperati oro e contanti

di Redazione Casentino24

28/04/2026 09:42

POPPI – Ancora un tentativo di truffa ai danni di anziani con il metodo dei “finti carabinieri”, ma questa volta il raggiro è stato sventato grazie alla prontezza di una vicina e all’intervento tempestivo dei militari dell’Arma.

Due giovani, di 22 e 24 anni, originari della provincia di Bari, sono stati arrestati dai Carabinieri per truffa in concorso dopo aver tentato di raggirare una donna di 68 anni residente a Poppi.

Il raggiro: la telefonata del “finto carabiniere”

La tecnica utilizzata è ormai tristemente nota. Uno dei due si è finto carabiniere telefonando alla vittima e raccontando che la targa dell’auto del convivente era stata utilizzata per una rapina ad Arezzo. Per evitare conseguenze legali, la donna avrebbe dovuto consegnare denaro e preziosi a un militare che si sarebbe presentato di lì a poco, mentre il convivente veniva invitato a recarsi al Comando provinciale.

Il sospetto e la chiamata ai veri carabinieri

Il racconto ha però insospettito una vicina di casa della 68enne, che ha contattato la Centrale operativa della Compagnia Carabinieri di Bibbiena. Da lì è scattato l’intervento immediato dei militari della Stazione di Poppi.

All’interno dell’abitazione, i carabinieri hanno sorpreso un 22enne, già noto alle forze dell’ordine, che si era appena fatto consegnare 80 euro in contanti e monili in oro per un peso complessivo di circa 200 grammi, per un valore stimato intorno ai 25mila euro.

Fermato anche il complice

Il giovane non era solo: un complice di 24 anni lo attendeva poco distante, a bordo di un’auto. Entrambi sono stati bloccati e arrestati.

La refurtiva è stata interamente recuperata e restituita alla vittima.

Indagini in corso

I due arrestati sono stati condotti nelle camere di sicurezza della Compagnia di Bibbiena, a disposizione della Procura della Repubblica di Arezzo, che coordina le indagini. Gli inquirenti stanno ora verificando eventuali collegamenti con altri episodi analoghi avvenuti nel territorio provinciale.

Si ricorda che gli indagati sono da ritenersi presunti innocenti fino a eventuale sentenza definitiva di condanna.

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