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Attualità

Lavoro, libertà e conoscenza nell’era dell’intelligenza artificiale: confronto dello Spi Cgil a Camaldoli

di Massimo Gianni

23/09/2026 12:30

Nel convegno organizzato ieri mattina insieme a LiberEtà, esperti e rappresentanti sindacali si sono confrontati sulle conseguenze della transizione digitale e della crisi demografica. Landi: «L’IA deve essere governata e redistribuita, altrimenti aumenterà le disuguaglianze»

Lavoro, libertà e conoscenza nel tempo della sfida demografica e dell’intelligenza artificiale. È stato questo il tema del convegno che si è svolto ieri mattina nel monastero di Camaldoli, promosso dallo Spi Cgil della Toscana e di Arezzo insieme al periodico sindacale LiberEtà.

L’iniziativa ha rappresentato un’occasione di confronto sulle profonde trasformazioni sociali, economiche e culturali determinate dal calo demografico e dalla rapida diffusione dell’intelligenza artificiale. Al centro della discussione sono state poste le conseguenze sul lavoro, sull’accesso alla conoscenza, sulla libertà delle persone e sulla qualità stessa della democrazia.

Landini: «L’intelligenza artificiale non può rimanere nelle mani di pochi»

A sottolineare il valore dell’appuntamento è stato Stefano Landini, segretario nazionale dello Spi Cgil, che ha evidenziato la necessità di affiancare il contributo degli esperti all’esperienza maturata quotidianamente dal sindacato sul territorio.

«È stata un’iniziativa molto interessante – ha spiegato Landini – perché, insieme alle diverse competenze, ha portato nel confronto anche la quotidianità dell’impegno della Cgil e dello Spi nei territori. Temi così importanti riguardano la democrazia, le condizioni di vita delle persone, la loro capacità di scegliere e quindi la libertà».

Il segretario nazionale ha espresso preoccupazione per il progressivo peggioramento delle condizioni economiche e sociali di lavoratori e pensionati, chiamando in causa anche le scelte del governo.

«Assistiamo a un peggioramento generale che riguarda il lavoro, i lavoratori, i pensionati e quella parte del Paese che ha sempre fatto il proprio dovere – ha affermato –. A questo si aggiunge l’impatto dell’intelligenza artificiale che, se non viene governata e se i suoi benefici non vengono distribuiti e redistribuiti, rischia di rimanere nelle mani di pochi e di rendere ancora più difficile il miglioramento delle condizioni delle persone che rappresentiamo».

Il confronto di Camaldoli, secondo Landini, costituisce quindi una tappa di un percorso più ampio che coinvolgerà anche la prossima fase congressuale del sindacato.

«Il nostro congresso cercherà di fornire risposte anche su questi temi. Quella di Camaldoli è stata una tappa importante per comprendere i cambiamenti e individuare gli strumenti con cui affrontarli».

Stefano Landini, segretario nazionale dello Spi Cgil

Stefano Landini, segretario nazionale dello Spi Cgil

Mennella: «Un’opportunità che porta con sé rischi per il pluralismo»

Sulle opportunità e sui pericoli legati alla nuova tecnologia è intervenuto anche Giuseppe Federico Mennella, direttore di LiberEtà.

«L’intelligenza artificiale è un’opportunità? Sì. È anche un rischio? La risposta è ancora sì – ha osservato Mennella –. Uno dei pericoli riguarda il pluralismo, perché gli strumenti sono governati da un numero ristretto di grandi capitalisti della tecnologia. Il rischio è perdere la pluralità delle idee e delle informazioni».

Un secondo aspetto interessa soprattutto le giovani generazioni e il modo in cui l’intelligenza artificiale viene utilizzata per accedere al sapere.

«Affidarsi completamente all’intelligenza artificiale per acquisire conoscenze può produrre conseguenze preoccupanti – ha aggiunto –. Se non si esercitano il cervello, i neuroni e le sinapsi, si rischia un progressivo impoverimento delle capacità cognitive. Ottenere qualsiasi risposta formulando semplicemente una domanda a una macchina può diventare un pericolo se sostituisce lo studio, il ragionamento e l’elaborazione personale».

«La vera novità è la velocità del cambiamento»

Il rapporto tra innovazione tecnologica e conoscenza, ha ricordato Mennella, accompagna la società da secoli. Ciò che rende la trasformazione attuale radicalmente diversa dalle precedenti è però la sua straordinaria rapidità.

«La tecnologia della stampa a caratteri mobili messa a punto da Gutenberg a metà del Quattrocento rimase sostanzialmente invariata per circa tre secoli, prima che l’arrivo del vapore modificasse profondamente i processi di stampa – ha spiegato il direttore di LiberEtà –. Oggi, invece, ChatGPT è nato praticamente ieri e siamo già arrivati a generazioni molto più avanzate. Probabilmente, mentre ne parliamo, questa tecnologia sta già diventando qualcosa di diverso».

Il convegno ha quindi messo a confronto le potenzialità dell’intelligenza artificiale con la necessità di fissare regole, tutele e criteri democratici per il suo utilizzo.

«L’appuntamento di Camaldoli – ha concluso Mennella – ha contribuito ad aprire gli occhi sulle opportunità e sui rischi di questa trasformazione. È stato un convegno di grande livello, ospitato in un luogo bellissimo».

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