Vagnoli: “San Lorenzo non può rimanere fermo altri vent’anni. Il nostro obiettivo non è vendere un patrimonio, ma trovare il modo di recuperarlo e farlo tornare a vivere”. A Bibbiena arrivano esperti da tutto il mondo per studiare ogni scenario.
Come garantire una vita futura e insieme restituire una funzione dignitosa e sociale al Convento di San Lorenzo in tempi di crisi per gli enti pubblici? Questa è la domanda alla quale l’amministrazione di Bibbiena intende rispondere dopo aver accolto una sfida – politica ma anche economica – passata in eredità dalle passate amministrazioni.
Per questo, dal 23 al 25 ottobre, Bibbiena ospiterà un workshop internazionale dedicato a San Lorenzo. Un gruppo multidisciplinare di esperti provenienti da Paesi Bassi, Germania e Italia – inclusi specialisti in patrimonio, ospitalità, architettura, paesaggio, finanza, turismo e sviluppo di progetti – si riunirà per esplorare le opportunità e le sfide di questo sito storico.
Ma ricostruiamo un po’ di tappe storiche e amministrative.
San Lorenzo è uno dei patrimoni più importanti di Bibbiena. Il complesso ha una storia che risale al Quattrocento e oggi è di proprietà comunale. Il Comune ha già realizzato un importante intervento sulle coperture del convento e del chiostro, per circa 450.000 euro, consentendo anche di rendere nuovamente utilizzabile il chiostro per iniziative culturali. Tuttavia il recupero complessivo del complesso è un’altra cosa: la progettazione effettuata per il recupero integrale porta a un ordine di grandezza di circa 8 milioni di euro.
“È evidente che un Comune delle nostre dimensioni non può pensare di affrontare da solo un investimento di questa portata. Anche i normali finanziamenti pubblici destinati alla cultura difficilmente possono coprire un intervento di queste dimensioni. Essere realisti significa in questo caso trovare soluzioni praticabili e in minor tempo possibile. Per questo ricostruirne la storia è fondamentale”, commenta il sindaco che continua ricostruendo le tappe fondamentali vissute da questo immobile: “San Lorenzo fu acquisito dal Comune nel 2007 attraverso l’esercizio del diritto di prelazione su un bene culturale. Prima dell’intervento del Comune, secondo la ricostruzione amministrativa dell’epoca, esisteva un interesse privato all’acquisto del complesso per realizzarvi una struttura ricettiva di fascia alta. La decisione del Comune di intervenire fu molto discussa anche all’interno della maggioranza che amministrava allora Bibbiena. Quasi vent’anni dopo, San Lorenzo è ancora un patrimonio comunale da recuperare e oggi abbiamo il dovere di affrontare il problema con strumenti nuovi e realistici. La scelta del 2007 ha, quindi, consegnato al Comune una responsabilità importante, ma anche un problema finanziario e progettuale, che oggi dobbiamo affrontare con un approccio diverso.”
L’amministrazione Vagnoli ha accolto la sfide del passato e anche su questo punto il primo cittadino riporta il percorso amministrativo avviato negli ultimi: “Da quando siamo amministrazione abbiamo iniziato ad affrontare concretamente il problema, attivando il recupero necessario di una parte delle coperture e del chiostro, ma al contempo lavorando sulla progettazione del recupero complessivo e oggi, constatato che il Comune da solo non può sostenere un investimento di circa 8 milioni di euro, abbiamo scelto di aprire una fase nuova. La sfida che ci poniamo è alta: non solo recuperare ma rendere fruibile, riportarlo in vita in quella funzionalità sociale e cittadina che la storia gli ha dato da secoli. Un dovere al quale non vogliamo e non possiamo sottrarci”.
Da qui la decisione, presa anche in accordo con l’assessora alla Cultura Francesca Nassini, di coinvolgere Grayfield, una realtà internazionale con sede ad Amsterdam specializzata nella rigenerazione di edifici e luoghi sottoutilizzati, attraverso attività di concept development e project management. Grayfield ha già esperienza in Toscana e proprio nel Casentino: tra i suoi progetti c’è Borgo di Gello, per il quale ha seguito il concept development e la riqualificazione, sviluppando un percorso per fasi e una nuova funzione ricettiva per il borgo. Ha inoltre lavorato ad Amsterdam sul progetto Sweets Hotel, trasformando storiche case dei ponti, ormai prive della loro funzione originaria, in una nuova forma di ospitalità.
Grayfield sta costruendo un International Advisory Panel composto da professionisti con competenze diverse: patrimonio culturale, architettura, paesaggio, ospitalità, turismo, cultura, finanza e sviluppo di progetti. Al workshop che si svolgerà a Bibbiena dal 23 al 25 ottobre, parteciperanno professionisti provenienti dall’Italia e da altri Paesi europei, con l’obiettivo di osservare San Lorenzo da prospettive diverse e produrre idee, scenari e raccomandazioni sul suo possibile futuro.
Vagnoli chiarisce un punto fondamentale: “Nessuna scelta è stata fatta sulla destinazione per San Lorenzo. Il senso del workshop è proprio quello dell’esplorazione di tutte le soluzioni attraverso il supporto di un team di professionisti che stanno facendo questo in altre parti del mondo: prima studiare poi decidere. Un altro aspetto è fondamentale come questo e lo voglio evidenziare ovvero il Comune deve avere l’ambizione di conservare il valore pubblico e culturale del luogo, ma anche il realismo di riconoscere che per un intervento da circa 8 milioni di euro servono competenze, idee e potenzialmente risorse che vadano oltre quelle dell’ente”.













