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Politica

Piscina di Bibbiena, Lista di Comunità replica a Vagnoli: “I documenti ufficiali smentiscono il sindaco sui vecchi prezzi”

di Redazione Casentino24

27/06/2026 07:34

Dopo l’annuncio dell’amministrazione comunale sul nuovo sistema tariffario della piscina comprensoriale, con uno sconto di un euro per i residenti di Bibbiena e un aumento di un euro per i non residenti, si accende nuovamente il confronto politico. Il sindaco Filippo Vagnoli aveva motivato la scelta ricordando il forte impegno economico del Comune, che investe ogni anno circa 120 mila euro nella gestione dell’impianto e oltre un milione di euro nei lavori di efficientamento energetico, sostenendo inoltre che “nell’ultimo tariffario il costo del biglietto standard era di 8 euro per tutti”.

A questa ricostruzione replica ora la Lista di Comunità, gruppo di opposizione in Consiglio comunale guidato da Silvia Rossi, che contesta apertamente le dichiarazioni del primo cittadino.

Secondo il gruppo consiliare, “la smentita del sindaco Filippo Vagnoli sul costo storico della piscina comunale si scontra direttamente con la realtà della contabilità pubblica”.

L’opposizione richiama infatti la deliberazione di Giunta comunale n. 189 del 28 novembre 2024, sostenendo che le tabelle tariffarie allegate all’atto riportino importi differenti rispetto a quelli indicati dal sindaco.

“L’affermazione secondo cui il biglietto costasse in precedenza 8 euro viene azzerata dal testo ufficiale della deliberazione di Giunta Comunale n. 189 del 28 novembre 2024. Le tabelle allegate a quell’atto svelano che l’ingresso singolo intero feriale per i residenti era fissato esattamente a 6,50 euro, che diventavano 7,00 euro solo per il sabato, la domenica e i giorni festivi”, afferma Lista di Comunità.

Da qui nasce la critica politica rivolta all’amministrazione.

“Se oggi il primo cittadino dichiara pubblicamente che la piscina applicava un prezzo diverso rispetto a quello formalmente stabilito e approvato dalla sua stessa giunta, si apre uno scenario amministrativo scivoloso: o esiste un problema di legittimità e trasparenza negli atti dell’ente, oppure ci sono problemi di controllo interno su come vengono gestiti i servizi pubblici a domanda individuale”, sostiene il gruppo di opposizione.

La nuova presa di posizione si inserisce nel dibattito già aperto nei giorni scorsi da Silvia Rossi sugli aumenti delle tariffe comunali, con particolare riferimento ai servizi pubblici e al loro impatto sulle famiglie. In questo caso, però, il confronto si concentra sulla ricostruzione dei prezzi applicati prima della recente revisione tariffaria, con Lista di Comunità che richiama gli atti ufficiali del Comune per contestare la versione fornita dal sindaco.

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