Le prime parole della neo campionessa europea di marcia dopo il trionfo di Birmingham. La casentinese racconta la gara, il rapporto con Milano e la Bocconi e guarda già alle Olimpiadi del 2028: «Ero focalizzata sul record del mondo, qualcuno mi aveva preso per pazza».
BIRMINGHAM – Campionessa europea e primatista mondiale. Sofia Fiorini si gode il momento più importante della sua giovane carriera dopo la straordinaria medaglia d’oro conquistata a Birmingham, arrivata al termine di una gara dominata con lucidità e personalità e impreziosita dal nuovo record del mondo.
Nelle prime dichiarazioni rilasciate alla Federazione Italiana di Atletica Leggera, l’atleta casentinese non nasconde l’emozione per un successo che completa una stagione fin qui straordinaria.
«Sono molto orgogliosa e contenta – racconta Fiorini –. È stata una gara bellissima e il coronamento di questo 2026 da incorniciare. Mi sono fatta anche un regalo di compleanno in anticipo, è il 19 agosto. Sono davvero molto contenta».
Una vittoria costruita con pazienza, seguendo fin dalle prime fasi la strategia preparata insieme al suo allenatore. Fiorini ha lasciato che fossero le avversarie a dettare il ritmo, aspettando il momento giusto per cambiare passo.
«Ho avuto la fortuna che le mie avversarie impostassero subito il ritmo che avevo programmato con il mio coach, quindi è stato quasi come trovare una tavola servita. Ho atteso: la maratona richiede pazienza, anche se non è una mia grande dote. Ho aspettato fino al 28° chilometro, poi ho avuto il segnale che potevo iniziare a divertirmi. E l’ho fatto».
Una lucidità tattica che testimonia la crescita di Fiorini, diventata nel giro di pochi mesi una delle grandi protagoniste dell’atletica italiana. Una svolta arrivata anche dopo il trasferimento a Milano, città nella quale è riuscita a trovare un nuovo equilibrio tra allenamenti e università.
«Milano mi ha accolta e ci sto veramente benissimo. Ho trovato la mia dimensione e, se sono qui, lo devo anche a Milano perché mi ha dato serenità. Penso che l’ambiente in cui vivi, quando stai bene, poi si rifletta in tutto quello che fai».
Nel capoluogo lombardo Fiorini porta avanti anche gli studi alla Bocconi, inizialmente il motivo principale del trasferimento. Poi, parallelamente al percorso universitario, è arrivata la definitiva esplosione sportiva.
«Mi sono trasferita proprio di fronte all’università e inizialmente il focus era quello. Poi ho cominciato a migliorare anche a livello sportivo. Adesso infatti sto per trasferirmi più vicino al campo di allenamento, ma sarà sempre studio e sport».
Il titolo europeo e il record mondiale non rappresentano però un punto d’arrivo. Nel mirino c’è già il grande appuntamento dei Giochi Olimpici di Los Angeles 2028.
«Direi proprio che la rincorsa comincia qui. Questo è stato un anno di costruzione sulla lunga distanza. Mi sono davvero divertita, ho fatto tre maratone, una più bella dell’altra e tutte diverse. Adesso però il focus sarà sulla distanza più breve, sulla mezza, dove già mi sono divertita quest’anno ma che ancora non ho preparato davvero. Sarà divertente».
E proprio al termine della gara, dopo aver tagliato il traguardo da campionessa d’Europa e primatista mondiale, il primo pensiero di Fiorini è andato a chi non aveva creduto nel suo obiettivo.
«Due mesi fa avevo detto che il mio obiettivo per questa gara era fare il record del mondo e qualcuno mi aveva preso per pazza, perché a un Europeo l’obiettivo dovrebbe essere la posizione. Però io sono testarda e fin dall’inizio ero focalizzata sul mio obiettivo».
Una testardaggine che a Birmingham ha portato Sofia Fiorini sul gradino più alto d’Europa e dentro la storia della marcia mondiale. E che, nelle intenzioni della giovane campionessa casentinese, rappresenta soltanto l’inizio del percorso verso Los Angeles 2028.
Foto: Ansa – Video: da Federazione Italiana di Atletica Leggera












