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Sanità

Misericordie aretine, a Capolona una giornata dedicata a chi trasmette competenze, valori e identità

di Redazione Casentino24

20/10/2026 09:10

Il Coordinamento provinciale riunisce i formatori delle 38 Misericordie del territorio: investire nella formazione significa investire nel futuro del volontariato e nella trasmissione dei valori che da secoli contraddistinguono le Confraternite.

CAPOLONA – Trasmettere conoscenze, sviluppare competenze, ma soprattutto custodire e tramandare i valori che da secoli animano le Misericordie. È questo il significato più profondo della giornata di incontro e formazione che sabato 17 ottobre ha riunito, presso la Pro Loco di Capolona, i formatori delle 38 Misericordie della provincia di Arezzo.

L’iniziativa, organizzata dal settore Formazione del Coordinamento delle Misericordie della Provincia di Arezzo, è nata dalla volontà di valorizzare una figura fondamentale per la vita delle Confraternite: il formatore. Una persona che non si limita a insegnare procedure e tecniche, ma che attraverso il proprio impegno contribuisce a trasmettere ai volontari il significato più autentico dell’essere Misericordia, fatto di servizio, solidarietà, fraternità, attenzione verso il prossimo e vicinanza alle persone più fragili.

Ad aprire i lavori sono stati il presidente del Coordinamento, Patrizio Cancialli, e il vicepresidente delegato alla Formazione, Luciano Falchi, che hanno sottolineato l’importanza del ruolo dei formatori nel percorso di crescita delle associazioni, ringraziando la governatrice della Misericordia di Subbiano, Ilenia Montagni, per l’ospitalità e la collaborazione nell’organizzazione della giornata.

I docenti Luca Pulcini e Luca Biagiotti di Quadrium – Accademia di formazione personale e professionale hanno condotto due sessioni dedicate all’approfondimento di strumenti, metodologie e competenze utili a rafforzare l’efficacia dell’attività formativa. Un percorso costruito sulle esigenze delle Misericordie aretine, con momenti di confronto, esercitazioni concrete e spunti di riflessione da riportare nella quotidianità associativa.

«Abbiamo sentito la necessità di ritrovarci, confrontarci e dedicare attenzione a chi svolge un compito tanto importante per le nostre Misericordie», dichiara Luciano Falchi, vicepresidente del Coordinamento e delegato alla Formazione. «Il formatore è molto più di una figura che trasmette conoscenze tecniche. È una persona che contribuisce a costruire la consapevolezza di ciò che significa essere volontari di Misericordia. Attraverso il suo esempio, le sue parole e il modo in cui accompagna chi si avvicina al volontariato, aiuta a mantenere vivi quei valori di carità, solidarietà, fraternità e servizio che rappresentano la nostra identità.

Possiamo insegnare a soccorrere, possiamo formare volontari preparati e competenti, ma abbiamo anche il dovere di trasmettere loro il perché del nostro servizio: i valori che ci uniscono, la storia che rappresentiamo e lo spirito con cui ogni giorno scegliamo di essere accanto a chi ha bisogno. È questa la responsabilità più grande e, allo stesso tempo, la ricchezza del ruolo del formatore.

Per questo abbiamo voluto offrire ai nostri formatori strumenti concreti e occasioni di crescita, perché investire su di loro significa investire sulla qualità dei nostri volontari, sul futuro delle nostre associazioni e sulla capacità delle Misericordie di continuare a essere un punto di riferimento per le comunità. Ringrazio i docenti di Quadrium per aver costruito con noi un percorso rispondente alle nostre esigenze e tutti i formatori che hanno partecipato a questa giornata, dimostrando quanto sia importante crescere insieme».

La giornata di Capolona rappresenta un momento significativo nel percorso del Coordinamento provinciale, che intende continuare a sostenere la formazione come strumento di crescita non soltanto tecnica, ma anche umana e associativa.

Perché formare un volontario significa prepararlo a svolgere un servizio; formare un volontario di Misericordia significa anche aiutarlo a comprendere e a vivere i valori che danno senso a quel servizio. Ed è proprio attraverso i formatori che questa eredità può continuare a vivere, rinnovarsi e passare dalle generazioni di ieri a quelle di domani.

 

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