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Cronaca

Ottant’anni di Repubblica: Arezzo celebra il 2 giugno tra memoria, Costituzione e riconoscimenti al merito. Il messaggio di Mattarella al Prefetto

di Redazione Casentino24

02/06/2026 08:59

AREZZO – L’Italia celebra oggi l’80° anniversario della nascita della Repubblica. Era il 2 giugno 1946 quando milioni di italiani furono chiamati alle urne per scegliere tra Monarchia e Repubblica e per eleggere l’Assemblea Costituente. Una data che ha segnato l’inizio della storia democratica del Paese e che quest’anno assume un significato ancora più profondo in occasione dell’importante ricorrenza.

Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in occasione della ricorrenza della Festa della Repubblica, ha inviato un messaggio ai Prefetti d’Italia affinché si facciano interpreti nelle iniziative promosse a livello locale nella ricorrenza del 2 giugno. Nel messaggio, Sergio Mattarella ha ricordato come il voto del 1946 rappresentò una svolta decisiva dopo il ventennio fascista, la guerra e la Resistenza, ponendo le basi del nuovo patto civile fondato sui principi di libertà, uguaglianza, solidarietà e pace. Un passaggio storico che vide protagoniste anche le donne, chiamate per la prima volta a partecipare alle consultazioni elettorali.

« Cari Prefetti, rivolgo un caloroso saluto a voi e a quanti, nei diversi territori, ricoprono pubblici uffici, animano le comunità locali, sono espressioni della società civile. A quanti – cittadine e cittadini – celebrano oggi l’ottantesimo anniversario della Repubblica. Il 2 giugno 1946, il voto del popolo italiano segnò – dopo il ventennio fascista, la tragedia bellica, la lotta di Liberazione – una svolta nella storia del Paese, ponendo le basi per edificare, sulle solide fondamenta della Costituzione, un nuovo patto civile, ispirato ai principi di libertà, uguaglianza e solidarietà, spinto da una intensa sete di pace. La Repubblica nacque da un corale e sincero esercizio di democrazia. Ne fu protagonista il popolo italiano che affluì con straordinaria partecipazione e compostezza ai seggi, per la scelta dell’ordinamento dello Stato e l’elezione dell’Assemblea costituente. Ne furono protagoniste, in particolare, le donne, chiamate per la prima volta alle urne nella storia d’Italia, per le elezioni amministrative nel corso di quell’anno e per le consultazioni del 2 giugno. In tale occasione, in un delicato momento di transizione, il libero esercizio del voto fu di nuovo garantito, ripristinando dopo anni – con l’operoso contributo delle Prefetture e delle altre istituzioni – il funzionamento della complessa macchina elettorale. La comunità nazionale, nel fare oggi memoria di quei momenti fondativi, rinnova la sua convinta adesione agli ideali repubblicani, proiettati nell’orizzonte europeo. Lo fa richiamando i volti e la passione civile di tanti cittadini, di tante donne e uomini delle istituzioni, che generosamente, in ottant’anni di vita della Repubblica, nei ruoli e nelle circostanze più diverse, hanno contribuito al suo sviluppo, spendendosi per il bene comune, talora sino all’eroismo e al sacrificio della propria esistenza. I valori della Costituzione vivono nell’azione di quanti si pongono al servizio della collettività. L’opera dei Prefetti, in particolare, dispiegandosi ogni giorno nella garanzia del quadro delle libertà democratiche, promuovendo legalità e sicurezza, affrontando con tempestività il manifestarsi di situazioni di emergenza nel coordinamento delle attività delle istituzioni, dell’associazionismo, del volontariato, è preziosa per la nostra comunità, anche sul terreno dei conflitti sociali, delle situazioni di crisi, in cui siano a rischio dignità e sicurezza del lavoro, fondamento della nostra convivenza. Nella vita dei cittadini e delle comunità si riverberano sempre più le conseguenze delle tensioni internazionali, generando preoccupazioni e insicurezze. In questo contesto, a quanti sono alla guida dei pubblici uffici sono di grande valore, nell’esercizio dei propri mandati, capacità di ascolto, intelligente lettura delle dinamiche sociali emergenti, sensibilità per le situazioni di disagio e di maggiore fragilità, per elaborare risposte efficaci. Ne dipende il futuro del Paese. Sostenere la trama del tessuto sociale, intercettare – insieme alla scuola e alle altre agenzie educative – bisogni, domande, aspettative delle giovani generazioni, valorizzandone talenti e potenzialità, è fondamentale. Il dialogo, l’ascolto, la prossimità sono canoni essenziali per interpretare ogni civica responsabilità orientata alla coesione sociale. Consolidare l’architettura della fiducia tra istituzioni e cittadini, ravvivando in ciascuno il senso più autentico della partecipazione democratica, è compito persistente nella vita della Repubblica. Nel rinnovare sentimenti di gratitudine per l’opera prestata, giungano ai Prefetti e a tutti coloro che si adoperano per la cura dell’interesse collettivo, auguri di buon lavoro e di buona Festa della Repubblica».

Nella foto: 22 luglio 2023: il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella al monastero di Camaldoli (Arezzo), al convegno per gli 80 anni del codice di Camaldoli.

Ad Arezzo le celebrazioni sono state arricchite da una serie di iniziative promosse per sottolineare il valore dell’ottantesimo anniversario. Gli eventi hanno preso il via il 31 maggio con l’inaugurazione, nel Chiostro del Comune, della mostra documentale “Dalla Liberazione alla Repubblica: nascita della Costituzione Italiana”, realizzata dalla Prefettura e dal Comune di Arezzo e curata dalla professoressa Tiziana Nocentini, direttrice dell’Istituto Storico Aretino della Resistenza e dell’Età Contemporanea. L’esposizione, che ripercorre attraverso documenti e immagini il cammino che portò alla nascita della Repubblica e della Costituzione, resterà visitabile gratuitamente fino al 7 giugno.

Sempre il 31 maggio il Teatro Petrarca ha ospitato il Concerto per la Festa della Repubblica con l’Orchestra da Camera dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia.

Il programma odierno si apre alle 9.45 al Sacrario dei Caduti con l’alzabandiera e la deposizione della corona d’alloro in memoria di quanti hanno sacrificato la propria vita per il Paese. Alle 10.15, nel parco cittadino del Prato, si svolgerà la cerimonia ufficiale organizzata dalla Prefettura. Dopo l’esecuzione dell’Inno di Mameli e il dispiegamento della bandiera italiana da parte dei Vigili del Fuoco di Arezzo, sarà letto il messaggio del Presidente della Repubblica. Seguiranno gli interventi istituzionali del presidente della Provincia e del sindaco di Arezzo.

Particolarmente significativo il momento dedicato alla memoria storica: l’attore Andrea Biagiotti, una delle voci dell’Archivio Diaristico Nazionale di Pieve Santo Stefano, interpreterà alcune testimonianze dell’epoca che raccontano le emozioni, le speranze e il clima che accompagnarono il referendum del 1946.

La cerimonia sarà inoltre occasione per la consegna delle onorificenze dell’Ordine “Al Merito della Repubblica Italiana”, conferite a cittadini che si sono distinti per il loro impegno professionale, civile e sociale. Riceverà il titolo di Ufficiale il dottor Massimo Planera. Saranno invece insigniti del titolo di Cavaliere la dottoressa Angela Lauretta, il capitano Mirko Panico, il luogotenente carica speciale Fabio Rizzo, l’appuntato scelto qualifica speciale Gianni Stagi, Mario Aldinucci e Vincenzo Maggi.

Ad accompagnare la manifestazione sarà il Quintetto di ottoni di OIDA – Orchestra Instabile di Arezzo.

Ottant’anni dopo quel voto che cambiò il destino dell’Italia, la Festa della Repubblica continua a rappresentare un momento di riflessione collettiva sui valori della Costituzione, sulla partecipazione democratica e sul senso di appartenenza alla comunità nazionale. Un patrimonio che, come ricordato dal Capo dello Stato, vive ogni giorno nell’impegno delle istituzioni e dei cittadini al servizio del bene comune.

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