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Cronaca

Asilo nido “Ambarabà” di Soci, i genitori: “Abbiamo perso un anno intero”. La replica: “Verso gli interventi per il dissequestro, priorità alla riapertura nella sede originaria”

di Redazione Casentino24

24/03/2026 17:30

Bibbiena/Soci – “Abbiamo perso un anno intero”. È da questa frase, netta e carica di amarezza, che prende forma la posizione dei genitori dei bambini iscritti all’asilo nido Ambarabà di Soci, chiuso dal 12 novembre scorso dopo il tragico incidente nel giardino della struttura che è costato la vita al piccolo Leo Ricci, 3 anni. Una vicenda che ha scosso profondamente la comunità e che ha portato all’apertura di un’inchiesta con conseguente sequestro dell’immobile, interrompendo di fatto le attività educative.

A distanza di oltre quattro mesi, le famiglie denunciano una situazione ormai insostenibile. Il cronoprogramma illustrato nei giorni scorsi dall’amministrazione comunale, infatti, prevede tempi che spostano la possibile riattivazione del servizio tra maggio e giugno, di fatto a ridosso della conclusione dell’anno educativo.

La lettera delle famiglie: “Un anno educativo compromesso”

Nella loro lettera, i genitori parlano senza mezzi termini di un anno perso. “Dopo oltre quattro mesi di sospensione arriva un cronoprogramma – spiegano – ed è proprio quel cronoprogramma a sancire ciò che le famiglie temevano: l’anno educativo è, di fatto, perso”.

Le tempistiche illustrate prevedono circa due mesi per il dissequestro e la riapertura della sede originaria di Soci e fino a quattro mesi per un’eventuale soluzione alternativa presso il plesso Mencarelli di Bibbiena. Tradotto: una riattivazione del servizio che, anche nello scenario più favorevole, arriverebbe a giugno, con agosto già escluso per interventi programmati.

“Non si riparte davvero”, scrivono i genitori, che pongono una domanda precisa: perché si è arrivati a questo punto senza soluzioni intermedie? Secondo le famiglie, si sarebbe perso tempo prezioso, soprattutto nei mesi immediatamente successivi alla chiusura, quando – sostengono – si sarebbe potuto intervenire con maggiore tempestività.

Nel mirino anche la scelta di attendere il dissequestro della struttura prima di attivare alternative concrete: “Un passaggio che, nei fatti, ha rallentato tutto il percorso”.

Ma oltre agli aspetti amministrativi, emerge con forza il peso umano della vicenda. “Ci sono circa 60 famiglie – sottolineano – che da mesi gestiscono in autonomia una situazione complessa, tra lavoro, organizzazione e continuità per i figli, con un sostegno economico che ha raggiunto solo una parte limitata degli interessati”.

Una fatica quotidiana, logistica ed emotiva, che si traduce in incertezza e stanchezza: “È il senso di rincorrere un equilibrio che non arriva mai”.

La risposta del sindaco Vagnoli: “Avviati gli interventi, doppio percorso per riaprire”

Dopo la presa di posizione dei genitori, è il sindaco di Bibbiena, Filippo Vagnoli, a fare il punto sugli sviluppi tecnico-amministrativi e sulle prospettive di riapertura.

“A seguito delle verifiche effettuate – spiega – l’Azienda ASL ha trasmesso una comunicazione formale con l’individuazione degli interventi necessari per il dissequestro e la riapertura della struttura”. Si tratta, in prevalenza, di opere di manutenzione e messa in sicurezza degli ambienti interni, degli arredi e delle aree esterne.

L’amministrazione si è già attivata: con la Determinazione n. 563 del 18 marzo 2026 è stato disposto un ordine di servizio alla cooperativa affidataria Koiné per l’esecuzione degli interventi richiesti.

Il 20 marzo si è inoltre svolto un incontro pubblico con una rappresentanza dei genitori, durante il quale sono stati illustrati gli aggiornamenti e le prospettive operative.

Nel dettaglio, il cronoprogramma prevede circa due mesi per la riapertura nella sede originaria di Soci, tempi che restano comunque subordinati ai necessari passaggi autorizzativi legati al sequestro dell’immobile.

Parallelamente, il Comune ha avviato anche un piano alternativo: la possibile attivazione temporanea del servizio presso il plesso Mencarelli di Bibbiena, per il quale sono stimati tre-quattro mesi di lavori, considerati gli adeguamenti tecnici necessari.

“La volontà dell’amministrazione – sottolinea Vagnoli – è procedere in via prioritaria verso la riapertura nella sede originaria, mantenendo comunque attivo, in via prudenziale, il percorso alternativo”.

Il sindaco evidenzia anche il metodo adottato: “Confronto continuo con le famiglie e aggiornamenti periodici sull’avanzamento delle attività”, in un clima che definisce di dialogo e trasparenza.

Infine, Vagnoli ribadisce la piena collaborazione con l’autorità giudiziaria e il lavoro congiunto con ASL, istituzioni scolastiche e Regione Toscana per arrivare alla riattivazione del servizio.

Una distanza ancora aperta

Resta però evidente la distanza tra le tempistiche tecniche illustrate dall’amministrazione e le esigenze concrete delle famiglie. Da una parte, un iter complesso fatto di autorizzazioni, sicurezza e vincoli giudiziari; dall’altra, la quotidianità di decine di genitori che da mesi cercano soluzioni alternative.

E mentre il calendario scorre verso la fine dell’anno educativo, la sensazione condivisa da molti è che, comunque vada, il servizio – per quest’anno – non tornerà davvero a regime.

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