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Attualità

Autismo, Elena Ronconi e l’associazione “Tutti per Tutti”: “Inclusione concreta”

di Guido Albucci

02/04/2026 17:27

Il 2 aprile si celebra la Giornata Mondiale per la consapevolezza sull’autismo. Un momento importante per accendere i riflettori su una realtà spesso invisibile, ma che riguarda migliaia di persone anche nel territorio aretino.

Ma quante sono le persone con autismo nel territorio aretino? Una domanda apparentemente semplice, ma che – come spiega il presidente dell’Associazione autismo Arezzo Andrea Laurenzi – non trova ancora una risposta ufficiale e puntuale.

“Il dato reale non lo conosciamo e, aspetto ancora più rilevante, non ci viene comunicato in modo strutturato”, sottolinea. “Possiamo però fare delle stime attendibili partendo dai dati nazionali: in Italia si registra circa un caso ogni 70-77 nati. Applicando questa incidenza anche al territorio aretino, il quadro non cambia in modo significativo”.

Partendo da queste basi, è possibile delineare una dimensione del fenomeno anche a livello locale. “Se prendiamo come riferimento gli ultimi vent’anni, in provincia di Arezzo sono nati circa 58-59 mila bambini. Applicando la percentuale nazionale, si può stimare la presenza di circa 750-770 ragazzi sotto i 20 anni nello spettro autistico”.

Un numero che, però, non racconta tutta la realtà. “È fondamentale ricordare che l’autismo non è una malattia: non si guarisce e non si muore di autismo. Questo significa che quei bambini diventano adulti. E quindi il numero complessivo delle persone nello spettro è inevitabilmente più alto”.

Un dato che evidenzia, ancora una volta, la necessità di una pianificazione adeguata dei servizi e di una maggiore chiarezza sui numeri reali, per rispondere in modo efficace ai bisogni delle persone e delle famiglie.

Non solo numeri e riflessioni, ma soprattutto storie. In occasione della Giornata Mondiale per la consapevolezza sull’autismo, l’incontro promosso da Autismo Arezzo ha dato voce anche alle famiglie e alle associazioni del territorio. Testimonianze dirette, concrete, che raccontano cosa significa vivere ogni giorno accanto a una persona nello spettro autistico.

Tra queste, quella di Raffaella, mamma di Pierluigi, e di Elena Ronconi, dell’associazione casentinese Tutti per Tutti.

“Pierluigi, 22 anni: un percorso difficile, ma non abbiamo mai perso la speranza”

Raffaella racconta la storia del figlio Pierluigi, oggi 22enne:

“Mio figlio è un ragazzo nello spettro autistico con gravità. Ha fatto tutto il suo percorso riabilitativo secondo le linee guida, ma negli anni non abbiamo mai ottenuto risultati significativi”.

Un percorso segnato da difficoltà importanti, soprattutto durante l’adolescenza:
“Aveva comportamenti complessi: iperattività motoria, ipercinesia, compulsività legata al cibo. Era molto difficile da gestire e soprattutto non era un ragazzo sereno”.

Anche sul piano dell’apprendimento, le criticità sono state evidenti:
“Non ha mai imparato a leggere e a scrivere. Non aveva acquisito neppure il prerequisito dell’impugnatura e non è mai stato fatto un lavoro adeguato per aiutarlo in questo”.

E poi, come spesso accade, il vuoto dopo la scuola: un momento cruciale per molte famiglie.

Il punto di svolta: “Genitori protagonisti”

Nonostante tutto, Raffaella e la sua famiglia non si sono fermati:
“Non abbiamo mai perso la speranza di migliorare la vita di Pierluigi. Il nostro obiettivo era dargli serenità”.

Il cambiamento è arrivato quando la famiglia ha deciso di diventare parte attiva del percorso:
“Il punto di svolta c’è stato quando abbiamo individuato l’intervento giusto, ma soprattutto quando noi genitori abbiamo deciso di essere protagonisti”.

Un messaggio chiaro, rivolto anche ad altre famiglie:
“I genitori devono essere formati, devono avere strumenti per poter supportare adeguatamente i propri figli. Questo è stato il nostro percorso e mi auguro che possa essere utile anche ad altri”.

L’esperienza di “Tutti per Tutti”: inclusione concreta

Accanto alle famiglie, un ruolo fondamentale è svolto dall’associazionismo. Lo racconta Elena Ronconi, dell’associazione Tutti per Tutti, nata in Casentino nel 2023.

“Siamo un’associazione giovane, nata da genitori di un ragazzo nello spettro autistico. Il nostro obiettivo è creare inclusione tra ragazzi con autismo, con disabilità del neurosviluppo e coetanei senza disabilità”.

L’idea è semplice quanto efficace: far lavorare insieme i ragazzi.
“Organizziamo laboratori in cui collaborano alla realizzazione di attività concrete. Questo aiuta da una parte chi ha difficoltà relazionali, dall’altra i coetanei a superare paura e diffidenza, che spesso nascono dalla non conoscenza”.

Laboratori, esperienze e partecipazione

Le attività proposte sono varie e coinvolgenti:
“Abbiamo realizzato laboratori di cucina, arte, presepi, attività natalizie. L’ultimo progetto è stata una festa di primavera organizzata interamente dai ragazzi: chi faceva il barista, chi il DJ, chi animava con giochi”.

Un’esperienza che coinvolge circa una ventina di giovani:
“Vediamo una risposta molto positiva. I ragazzi partecipano con entusiasmo e sono sempre propositivi”.

L’obiettivo, ora, è crescere:
“Vorremmo riuscire a dare continuità ai laboratori, che oggi sono ancora saltuari, e trasformarli in percorsi stabili durante tutto l’anno”.

Un punto di riferimento per le famiglie

Per chi si trova ad affrontare l’autismo in Casentino, l’associazione rappresenta un primo riferimento:
“Le famiglie possono contattarci tramite il sito e i nostri canali social, dove raccontiamo tutte le attività. Cerchiamo di essere un punto di orientamento e supporto”.

Oltre il 2 aprile

Le testimonianze raccolte raccontano una realtà fatta di difficoltà, ma anche di impegno, resilienza e comunità.

E lanciano un messaggio chiaro: la consapevolezza non può fermarsi a una giornata. Serve continuità, ascolto e soprattutto coinvolgimento concreto delle famiglie e del territorio.

Perché, come dimostra la storia di Pierluigi e il lavoro delle associazioni, dietro ogni diagnosi c’è una vita intera da accompagnare.

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