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Sport

Sofia Fiorini, dal Casentino al tetto d’Europa e del mondo: “Al trentesimo ho dato gas, mi sono divertita”

di Guido Albucci

16/08/2026 08:59

La ventunenne di Soci, nata a Bibbiena e cresciuta sportivamente a Poppi, trionfa agli Europei di Birmingham in 3h15’11”, abbassando di nove minuti il primato mondiale. Studentessa alla Bocconi e tifosissima dell’Inter, ai microfoni Rai racconta: «La maratona richiede pazienza. Al trentesimo chilometro ho dato gas e ho iniziato a divertirmi». Il dt azzurro La Torre: «Sofia inizia oggi la sua carriera».

BIRMINGHAM – Dalle strade del Casentino al tetto d’Europa, con un record del mondo destinato a segnare la storia della marcia. Sofia Fiorini è la nuova campionessa europea della maratona di marcia. La giovane atleta aretina ha conquistato l’oro agli Europei di Birmingham fermando il cronometro sul tempo straordinario di 3 ore, 15 minuti e 11 secondi, migliorando di circa nove minuti il precedente primato mondiale.

Sofia Fiorini, la casentinese è campionessa europea e polverizza il record del mondo

Ventuno anni, ventidue il prossimo 19 agosto, Fiorini è nata a Bibbiena nell’estate del 2004 ed è cresciuta a Soci, nel cuore del Casentino. Un volto giovane e sorridente che nasconde una determinazione costruita negli anni, chilometro dopo chilometro, tra allenamenti, sacrifici, studio e lunghi viaggi.

Da sedici mesi vive a Milano, dove frequenta il corso di Economia e Management in inglese alla Bocconi e si allena tra il Parco Nord e il campo Pino Dordoni di Sesto San Giovanni, nello stesso gruppo che comprende, tra gli altri, Riccardo Orsoni, quinto nella prova maschile. Nel poco tempo libero ama viaggiare e cucinare, ma c’è anche un’altra grande passione: l’Inter, squadra della quale è tifosissima e che segue spesso allo stadio.

A Birmingham, però, il suo terreno è stato l’asfalto. Quarantadue chilometri e 195 metri affrontati con la pazienza e la precisione che la marcia impone: tecnica, resistenza, controllo e la capacità di non perdere lucidità quando la fatica comincia a pesare.

Sofia non ha tremato. Ha aspettato, ha gestito il ritmo e poi, al momento giusto, ha cambiato marcia. Le avversarie si sono progressivamente staccate mentre la casentinese continuava con la regolarità di un metronomo verso un traguardo che vale contemporaneamente un titolo europeo e un primato mondiale.

«È stata una gara molto divertente, soprattutto nel finale – ha raccontato subito dopo l’arrivo ai microfoni della Rai –. All’inizio ero in sofferenza perché volevo andare più forte, ma la maratona richiede pazienza. Per fortuna ce l’ho avuta. Poi ho avuto il segnale per dare gas al trentesimo chilometro e lì sono partita».

Da quel momento, per Fiorini, la fatica si è quasi trasformata in piacere.

«Ho iniziato a divertirmi chilometro dopo chilometro. L’atmosfera era bellissima, è stato super divertente».

Un sorriso radioso sul traguardo, quasi in contrasto con la durezza di una prova portata a termine in 3h15’11”. Dietro quella leggerezza, però, ci sono anni di lavoro.

Sofia ha iniziato con la marcia nel 2018 seguendo i consigli del tecnico Massimo Passoni. Per allenarsi affrontava anche trasferte impegnative verso Livorno: tre ore di viaggio all’andata e altrettante al ritorno, due volte a settimana, accompagnata in automobile dal padre Roberto.

Un percorso iniziato in Casentino e proseguito fino all’atletica di vertice. Oggi gareggia per l’Atletica Libertas Unicusano Livorno, mentre nella sua crescita più recente un ruolo fondamentale è stato assunto da Alessandro Gandellini, ex marciatore azzurro, che ne ha accompagnato l’evoluzione tecnica e la preparazione sulle distanze più lunghe.

Ad aprile, a Brasilia, era già arrivato l’argento mondiale a squadre. Birmingham ha rappresentato il definitivo salto di qualità.

«Fin da piccola pratico la marcia. Nell’ultimo periodo ho cambiato spirito perché mi diverto. Voglio continuare così», ha spiegato Fiorini.

Un risultato che si inserisce anche nel momento particolarmente positivo della marcia italiana. La neocampionessa europea ha sottolineato proprio l’importanza del gruppo azzurro e degli atleti che negli ultimi anni hanno rappresentato per lei un punto di riferimento.

«Guardavo i grandi in televisione. Sono stati di grande stimolo, ci hanno motivato. Siamo un bel gruppo, molto unito. Questa è la forza del movimento della marcia italiana».

Accanto a lei, durante l’intervista Rai, anche il direttore tecnico della Fidal Antonio La Torre, che ha sottolineato la portata della giornata azzurra.

«Quest’Italia stamani, in un Campionato Europeo, ha fatto un pezzo di storia importante. Abbiamo due ori e qui abbiamo un record del mondo. A fianco di un leone come Massimo Stano, oro anche lui, Alexandrina Mihai, Cosi e Francesco Fortunato, abbiamo Fiorini».

Poi una frase che fotografa le prospettive della ragazza casentinese: «Sofia inizia la sua carriera oggi. Quando è partita ha detto: “Vado a fare il record del mondo”. Gli atleti hanno dato una lezione a tutto il mondo dello sport».

C’è spazio anche per una curiosità, quella legata al pettorale numero 512 indossato a Birmingham.

«Ho una teoria dei numeri sui pettorali. Il 51 è un numero che nell’ultimo periodo mi compariva sempre: guardavo l’ora ed erano le 9.51, guardavo i secondi ed erano 51. Quindi forse era destino».

E alla domanda su cosa rappresenti quell’oro appena conquistato, la risposta torna inevitabilmente ai mesi di preparazione.

«L’oro mi dà una sensazione di leggerezza dopo un periodo di grande preparazione. Mi sono allenata tanto. La vera difficoltà è arrivare alla gara: la vera gara inizia negli allenamenti, poi quella ufficiale è il compimento. I sacrifici di questa stagione sono stati ripagati».

Dal campo di Poppi ai viaggi verso Livorno, dalle aule della Bocconi agli allenamenti milanesi, fino ai 42,195 chilometri di Birmingham. Sofia Fiorini ha scelto una delle discipline più dure dell’atletica per costruire la propria strada.

A pochi giorni dal ventiduesimo compleanno, torna dal suo primo grande appuntamento europeo con il tricolore sulle spalle, una medaglia d’oro al collo e un numero scritto nella storia: 3h15’11”, record del mondo.

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