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Eventi e Cultura

Contucci: “L’Europa può recuperare sull’AI, ma serve strategia comune”. Magatti: “E’ la società della ‘surrealità’, il digitale cambia la nostra percezione della realtà, democrazia a rischio”

di Guido Albucci

19/04/2026 11:52

Grande partecipazione, attenzione altissima e un dibattito di livello nazionale: il Festival dell’Equilibrio ha aperto nel migliore dei modi la sua edizione 2026, trasformando il Casentino in un vero laboratorio di idee sui grandi temi del nostro tempo.

Tra Rassina e Castello dei Conti Guidi di Poppi, la prima giornata ha confermato la forza di una rassegna capace di unire riflessione e attualità, mettendo al centro una parola tanto semplice quanto decisiva: equilibrio. Un equilibrio sempre più difficile da trovare tra innovazione e sostenibilità, tra sviluppo e coesione sociale, tra tecnologia e dimensione umana.

La mattinata, ospitata alla palestra comunale di Rassina, ha visto protagonisti gli studenti con Antonio Ferrara, che ha guidato un incontro intenso e partecipato sul tema delle emozioni e della consapevolezza, offrendo ai più giovani strumenti per “nominare” e condividere ciò che sentono in un mondo sempre più complesso.

Ma è nel pomeriggio, nel cuore simbolico del festival, che il confronto si è fatto serrato e strategico. Nella suggestiva cornice del Castello dei Conti Guidi, il panel dedicato all’intelligenza artificiale ha acceso il dibattito tra esperti di primo piano, mettendo a fuoco opportunità e rischi di una rivoluzione che sta ridefinendo economia, società e democrazia.

Tra gli interventi più incisivi quello di Cosimo Accoto, che ha invitato a superare letture semplicistiche:
“L’intelligenza artificiale non è solo una tecnologia, ma un’infrastruttura che trasforma il modo in cui prendiamo decisioni e costruiamo i nostri modelli sociali. Non possiamo limitarci a subirla: dobbiamo comprenderla profondamente e governarla”.

Sullo scenario globale si è soffermato Pierluigi Contucci, che ha evidenziato il ritardo europeo senza rinunciare a una prospettiva di rilancio:
“E’ una tecnologia particolarmente energivora, la dead line è il 2030, quindi a breve. Non sappiamo in quanti anni potremo recuperare il divario con Stati Uniti e Cina, ma abbiamo una grande occasione. Non essendo in prima linea nella corsa, possiamo costruire un modello equilibrato, basato sul capitale umano e sulla qualità della nostra ricerca”.

Contucci ha poi richiamato uno dei nodi più critici: il consumo energetico dell’intelligenza artificiale.
“Un cervello umano consuma circa 30 watt, uno artificiale con lo stesso numero di sinapsi arriva a 100 milioni di watt. Sono numeri che impongono una riflessione urgente sulla sostenibilità. Se non interveniamo, già nel 2030 potremmo trovarci davanti a un impatto energetico difficilmente sostenibile”.

Da qui l’appello a una dimensione sovranazionale:
“Nessun Paese può farcela da solo. Serve una strategia europea forte, capace di unire ricerca, industria e istituzioni”.

Profonda e articolata anche l’analisi di Mauro Magatti, che ha parlato di una vera e propria “società della surrealità”:
“Il digitale ci permette di trasformare la realtà in codice e modificarla, generando innovazione straordinaria. Ma allo stesso tempo rischia di confondere ciò che è vero e ciò che è falso, mettendo in crisi la nostra capacità di riconoscere la realtà”.

Un rischio che investe direttamente la democrazia:
“La tecnologia tende a concentrare il potere e ad aumentare le disuguaglianze. Se non riusciamo più a distinguere il vero dal falso, si indebolisce il legame sociale e cresce l’indifferenza. La democrazia non è destinata a scomparire, ma deve rigenerarsi”.

E la chiave, secondo Magatti, resta profondamente umana:
“Ci salva l’umano. La tecnologia non è il nemico, ma ha sempre un suo ‘veleno’. Per riconoscerlo dobbiamo coltivare la nostra umanità, la capacità di relazione, di empatia, di responsabilità verso gli altri”.

Il confronto, moderato dalla giornalista Marianna Aprile, ha coinvolto anche voci autorevoli come Massimiliano Valerii, Francesco Clementi e Marco Bentivogli, ampliando la riflessione al ruolo delle istituzioni e alla governance del cambiamento.

La giornata si è poi conclusa con una partecipata sessione serale dedicata al “mondo che cambia”, con protagonisti, tra gli altri, Alessandro Sallusti, Giampaolo Musumeci e Michela Ponzani, a conferma di un programma capace di intrecciare sguardi diversi su una realtà sempre più complessa.

Il Festival dell’Equilibrio, promosso dall’Unione dei Comuni del Casentino e sostenuto da Colacem con il patrocinio della Regione Toscana, si conferma così uno spazio autorevole e necessario di confronto.

E dopo un avvio così partecipato, l’attesa per la seconda giornata è ancora più alta: perché trovare un equilibrio, oggi, non è solo una sfida culturale. È una priorità collettiva.

Il programma di domenica 19 aprile 2026

Sessione mattutina – Rassina, Pieve a Socana, Area archeologica

ore 10:00
Passeggiata ecologica alla scoperta della natura casentinese. A cura delle associazioni di difesa del territorio locali.


Sessione pomeridiana – Soci, Auditorium Berrettarossa

ore 16:00
Ambiente ed energia: quale equilibrio possibile?

Partecipano:

Patrizia Feletig giornalista ed esperta di energia, ambiente e tecnologia.

Antonio Brunori dottore forestale e giornalista pubblicista, segretario generale in Italia del PEFC.

Marcello Miozzo esperto in progetti per la conservazione della natura, clima e biodiversità.

Davide Tabarelli economista e dirigente nel settore energetico, presidente e co-fondatore di NE Nomisma Energia.


ore 18:00
Solitudini e schermi digitali. L’equilibrio della mente

Partecipano:

Chiara Giaccardi sociologa e docente universitaria, esperta di media e comunicazione digitale.

Paolo Benanti teologo francescano del Terzo Ordine Regolare e professore associato dell’Università Luiss.

Furio Ravera medico specializzato in Neuropsichiatria Infantile.

Ha fondato le Comunità Terapeutiche Crest insieme a Roberto Bertolli.


Sessione serale – Bibbiena, Teatro Dovizi

ore 21:00
L’equilibrio nella musica

Concerto-narrazione dei maestri Gianna Fratta – pianoforte, Dino De Palma – violino.

Gianna Fratta e Dino De Palma sono due artisti italiani con carriere internazionali, che li hanno portati a esibirsi in tutto il mondo.

Per informazioni:
www.festivalequilibrio.it

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