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Politica

Salta il progetto educativo su rispetto e consenso: il Consiglio comunale di Bibbiena dice no, l’opposizione insorge

Bibbiena, Consiglio Comunale del 6 novembre: la maggioranza ha bocciato la mozione presentata da Lista di Comunità per l’istituzione, a cura del Comune, di un ciclo di incontri sull’educazione sessuo-affettiva, sul consenso e sul rispetto di genere rivolti ai ragazzi tra gli 8 e i 13 anni e ai loro genitori.

La mozione — spiegano i proponenti — non nasceva da un intento ideologico ma da un’urgenza sociale:
«Si tratta di offrire ai nostri preadolescenti strumenti per comprendere il proprio corpo, stabilire confini, imparare il significato del consenso e respingere ogni forma di discriminazione e violenza».

La risposta della maggioranza è stata un no secco, giustificato dal fatto che l’educazione su questi temi sarebbe «competenza esclusiva della scuola» e che un’iniziativa promossa dal Comune rappresenterebbe «arroganza educativa».

Dura la replica della minoranza:
«Arrogante è chi si volta dall’altra parte. Non è arroganza, è cura della comunità. Il Comune non solo può, ma deve affiancare famiglie e scuole in un percorso educativo così delicato».

L’opposizione sottolinea come confinare l’argomento alle sole mura scolastiche significhi sottrarsi a una responsabilità politica e morale:
«Di fronte all’aumento del bullismo, della violenza di genere e della confusione che i social riversano sui ragazzi, l’immobilismo non è prudenza: è complicità nel silenzio».

Gli incontri proposti — puntualizzano i consiglieri di Lista di Comunità — non intendevano sostituire la famiglia né interferire con la missione educativa della scuola, ma creare un supporto per genitori e figli, con la presenza di mediatori ed esperti.
«Offrire luoghi di confronto alle famiglie non significa espropriare competenze, ma renderle più forti».

La bocciatura arriva a pochi giorni dal 25 novembre, Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, e secondo l’opposizione stride con i consueti proclami pubblici dell’Amministrazione:
«Ogni anno sentiremo parole e indignazioni di circostanza. Ma sono le azioni che fanno la differenza, e stavolta l’azione è stata un rifiuto».

Il comunicato si chiude senza lasciare margini di ambiguità:
«È stata respinta una visione di comunità aperta e responsabile. Chi ha votato contro dovrà assumersi la responsabilità politica di aver lasciato i ragazzi e le famiglie senza uno strumento prezioso, mentre molti altri Comuni stanno già investendo in percorsi simili».
E l’affondo finale:
«La comunità ricorderà questo rifiuto. È l’ennesimo segno di un’Amministrazione che parla di famiglia, ma poi la abbandona quando conta davvero».

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