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Politica

Bibbiena, tra burocrazia e urgenze sociali: il nido “Ambarabà” al centro del Consiglio comunale

Il 10 febbraio la sala consiliare di via Berni, a Bibbiena, sarà al centro di una serata che, secondo la Lista di Comunità, «mette in evidenza più di altre la distanza tra la gestione ordinaria dell’amministrazione e le reali esigenze della comunità». Una distanza che la minoranza definisce ormai evidente e che, sottolinea, «merita di essere affrontata alla luce del sole».

«Da una parte – spiegano dalla Lista di Comunità – ci troviamo di fronte a una seduta ordinaria, scandita da atti formali, variazioni di bilancio e regolamenti; dall’altra, a una situazione sociale drammatica che da mesi coinvolge decine di famiglie e che non può più essere relegata a tema marginale».

Alle 18:30 si aprirà il Consiglio comunale ordinario, con punti all’ordine del giorno che rientrano nella normale amministrazione. Ma anche in questa occasione, osserva la minoranza, manca un passaggio ritenuto essenziale: la delibera sul regolamento per la trasmissione in streaming delle sedute consiliari. «È incomprensibile – afferma la Lista di Comunità – che una delibera pronta da luglio 2025 continui a essere rinviata, quando la sala consiliare è già dotata delle tecnologie necessarie grazie a un investimento di oltre 85.000 euro di fondi PNRR. La trasparenza non può restare uno slogan, deve diventare una pratica quotidiana».

L’attenzione, però, si concentrerà soprattutto alle 20:00, quando si terrà il Consiglio comunale straordinario in forma aperta, convocato grazie all’iniziativa dei consiglieri di minoranza Rossi, Canaccini, Gori, Mancianti e Piantini. Una scelta che la Lista di Comunità rivendica con convinzione: «Abbiamo chiesto e ottenuto questo Consiglio aperto perché crediamo che il confronto pubblico sia l’unica strada possibile per affrontare seriamente la vicenda del nido d’infanzia comunale “Ambarabà”».

La struttura è sotto sequestro giudiziario dal 13 novembre 2025, a seguito di un evento tragico, e da allora molte famiglie vivono in una condizione di profonda incertezza. «Da mesi denunciamo – prosegue la Lista di Comunità – l’assenza di un piano strutturato di supporto alle famiglie e la mancanza di un dialogo trasparente tra Comune, istituzioni e cittadini. Non si può lasciare un’intera comunità educativa sospesa nel vuoto».

Nel tempo, la minoranza ricorda di aver avanzato diverse proposte: dal bonus babysitter all’individuazione di spazi alternativi temporanei, fino alla possibilità di ricorrere a moduli prefabbricati a uso educativo per consentire una ripresa rapida del servizio. «Quando le nostre proposte sono rimaste inascoltate – spiegano – abbiamo scelto di lavorare comunque, studiando soluzioni concrete e realistiche. Il nostro ruolo non è limitarci alla critica, ma costruire alternative».

Per la Lista di Comunità, il Consiglio comunale aperto rappresenta anche un passaggio decisivo sul piano democratico. «Questo strumento – affermano – restituisce la parola ai cittadini, alle famiglie, alle associazioni. Riporta il tema “Ambarabà” dentro un percorso istituzionale trasparente, sottraendolo al silenzio che genera solo sfiducia e disorientamento».

Va ricordato che, sebbene tutte le sedute consiliari siano pubbliche, solo il Consiglio aperto consente ai cittadini di intervenire direttamente. «Vogliamo che i genitori possano raccontare in prima persona le difficoltà che stanno vivendo – conclude la Lista di Comunità – e che l’amministrazione si assuma la responsabilità di rispondere davanti alla comunità».

A questo si affianca anche lo strumento del Question Time, che all’inizio di ogni seduta ordinaria permette ai cittadini iscritti di porre domande su temi di interesse generale. Modalità diverse, ma orientate a un obiettivo comune: «trasformare i cittadini da semplici spettatori in protagonisti consapevoli della vita politica della propria comunità».

Per la Lista di Comunità, dunque, quella del 10 febbraio non è una data qualunque, ma «un vero banco di prova per Bibbiena», chiamata a scegliere se restare ancorata alla routine burocratica o affrontare con coraggio e trasparenza le urgenze sociali che riguardano il presente e il futuro della città.

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