Politica
Bibbiena, il centro diurno ha riaperto: dopo 18 mesi il servizio torna operativo, ma restano ombre e responsabilità
Il centro diurno per persone con disabilità di Bibbiena, dopo 18 mesi di chiusura che hanno inciso pesantemente sulla quotidianità delle famiglie e sul lavoro degli operatori, è tornato operativo. Una notizia accolta con soddisfazione, ma che – secondo la Lista di Comunità – non può essere raccontata come una semplice inaugurazione, né tantomeno come un percorso privo di criticità.
«La riapertura è una buona notizia, prima di tutto per le famiglie e per gli operatori – afferma la Lista di Comunità – che per oltre un anno e mezzo hanno sostenuto un carico enorme di responsabilità, fatica e incertezza. A loro va il nostro ringraziamento più sincero per la professionalità e l’abnegazione dimostrate».
Allo stesso tempo, l’opposizione in Consiglio comunale sottolinea come non sia possibile rimuovere quanto accaduto:
«Il centro diurno è rimasto chiuso per un anno e mezzo. Questo dato viene colpevolmente omesso nei comunicati dell’Amministrazione, ma per le famiglie ha significato disagi concreti, riduzione dei servizi e una condizione costante di precarietà».
La Lista di Comunità rivendica di aver seguito l’intera vicenda passo dopo passo, attraverso prese di posizione pubbliche e un’interrogazione a risposta scritta.
«I nostri interventi non sono mai stati strumentali – spiegano – avevano un solo obiettivo: riportare al centro l’interesse pubblico e la tutela di una fascia di popolazione particolarmente fragile».
Dalla risposta ufficiale all’interrogazione, secondo l’opposizione, emerge un atteggiamento attendista da parte dell’Amministrazione comunale.
«È evidente – sottolinea la Lista – come il Comune abbia scelto di descrivere le attività del gestore senza assumere un ruolo attivo, rinviando nel tempo una data di apertura che per mesi è rimasta incerta». Già nel febbraio 2025, ricordano, «l’Amministrazione ipotizzava l’apertura della nuova sede entro il 28 febbraio di quell’anno: una scadenza superata di quasi dodici mesi, a dimostrazione di una gestione dei tempi che ha messo a dura prova la tenuta del servizio».
Particolarmente dura la valutazione sulle parole pronunciate in Consiglio comunale dall’assessore Frenos, che aveva definito il centro diurno “non un servizio obbligatorio”.
«È una dichiarazione grave – afferma la Lista di Comunità – non tanto sul piano formale quanto su quello politico e culturale. Un servizio può anche non essere formalmente obbligatorio, ma è profondamente necessario per garantire dignità, continuità e sollievo alle persone con disabilità e alle loro famiglie».
Secondo l’opposizione,
«considerare il supporto alla disabilità come un optional amministrativo è un segnale allarmante su come vengono stabilite le priorità politiche» e spiega «l’indolenza con cui è stata affrontata una chiusura così lunga».
La Lista richiama inoltre l’attenzione sulle criticità che permangono anche dopo la riapertura, già evidenziate dal verbale della ASL Toscana Sud Est, in particolare rispetto al posizionamento della struttura.
«Aprire il centro è fondamentale – ribadiscono – ma è altrettanto fondamentale vigilare affinché le condizioni siano adeguate nel medio e lungo periodo».
«Questa vicenda – conclude la Lista di Comunità – mostra uno schema che si ripete: di fronte alle difficoltà, l’Amministrazione tende ad attendere più che ad agire, lasciando che il peso ricada su altri, in questo caso operatori e famiglie. Oggi però il primo pensiero va a chi può finalmente tornare a vivere il centro diurno come luogo di relazione, supporto e quotidianità. La nostra soddisfazione per la riapertura è autentica, ma il nostro lavoro di controllo e proposta non si ferma: i diritti delle persone più fragili non possono dipendere dall’attesa, bensì da scelte politiche chiare e responsabili».






