mercoledì | 28-01-2026

Generic selectors
Exact matches only
Search in title
Search in content
Post Type Selectors
Generic selectors
Exact matches only
Search in title
Search in content
Post Type Selectors

Focus 24

Qualità della vita: Arezzo tiene, in bilico tra potenzialità e fragilità

La Toscana nel 2025 si conferma complessivamente in una fascia “medio-alta” della qualità della vita. Siena resta la migliore tra le province toscane, pur scendendo dalla 15ª alla 21ª posizione. Seguono Pisa (29ª), Firenze (36ª, stabile), Arezzo (44ª con 556,25 punti, -3 posizioni) e Livorno (49ª). Arezzo dunque regge, in base all’analisi de Il Sole 24 Ore, non arretra drasticamente, ma per competere con Siena, Pisa e Firenze deve trasformare la buona tenuta sociale in nuovi investimenti, servizi e opportunità. Le altre province — Grosseto, Lucca, Massa-Carrara, Pistoia e Prato — si collocano nella seconda metà della classifica nazionale.

Il contesto nazionale

Secondo la classifica 2025 della qualità della vita stilata da Il Sole 24 Ore, ad aggiudicarsi il primo posto è la provincia di Trento, seguita da Bolzano e Udine.Il podio conferma il dominio del Nord — in particolare dell’arco alpino e del Nord-Est — anche in un’edizione che evidenzia un lieve peggioramento complessivo rispetto al 2024.

Nella graduatoria nazionale, le grandi aree metropolitane mostrano segnali di sofferenza: gli effetti di costi elevati, inflazione crescente e pressioni sul mercato immobiliare riducono la vivibilità, penalizzando città un tempo privilegiate.

Al centro di questo dato c’è un contesto in trasformazione: mentre il Nord mantiene la leadership grazie a una combinazione di stabilità economica, lavoro, ambiente, servizi e sicurezza, il Centro non sfigura del tutto — ma la competizione si fa sempre più dura.

La Toscana

La nuova classifica 2025 sulla qualità della vita stilata da Il Sole 24 Ore ridisegna gli equilibri territoriali del Paese e mette sotto la lente anche la Toscana, regione storicamente in posizioni medio-alte delle graduatorie nazionali.
Nel complesso, la regione si conferma in una fascia “medio-alta”, con la provincia di Siena ancora la migliore tra le toscane, ma in calo di sei posizioni (dalla 15^ alla 21^), seguita da Pisa (29^), Firenze (36^, stabile), Arezzo (44^, -3 posizioni con un punteggio 556,25) e Livorno (49^). Le restanti province — tra cui Grosseto, Lucca, Massa-Carrara, Pistoia e Prato — si distribuiscono nella seconda metà della classifica.

All’interno di questo quadro, il caso Arezzo merita una riflessione approfondita: la provincia scende al 44° posto e registra un arretramento di 3 posizioni rispetto al 2024, confermando una situazione composita, fatta di eccellenze e criticità che stanno influenzando la percezione complessiva della qualità della vita.

📌 CLASSIFICA QUALITÀ DELLA VITA 2025 — CONFRONTO TRA LE PROVINCE TOSCANE

Provincia Posizione 2025 Var. su 2024 Fascia nazionale
Siena 21ª ▼ –6 Alta
Pisa 29ª ▲ +5 Medio-alta
Firenze 36ª = Medio-alta
Arezzo 44ª ▼ –3 Media
Livorno 49ª ▲ +7 Media
Grosseto 53ª ▼ –4 Media
Lucca 61ª ▼ –9 Medio-bassa
Massa-Carrara 67ª ▼ –8 Medio-bassa
Pistoia 70ª ▲ +3 Medio-bassa
Prato 81ª ▼ –5 Bassa

Arezzo si colloca nella metà alta tra le toscane, quarta su dieci, ma in arretramento rispetto al 2024.

Arezzo 2025: luci e ombre nei sei indicatori principali

Macro-area Posizione 2025 Variazione rispetto al 2024
Ricchezza e consumi 47° ⬇️ –19
Affari e lavoro 50° ⬇️ –6
Giustizia e sicurezza 58° ⬇️ –24
Demografia e società 25° ⬆️ +14
Ambiente e servizi 57° ⬇️ –13
Cultura e tempo libero 60° ⬇️ –3

🔹 Dove Arezzo arretra

La nuova rilevazione mette in evidenza pesanti arretramenti nelle aree:

  • Giustizia e sicurezza (–24 posizioni)

  • Ricchezza e consumi (–19)

  • Ambiente e servizi (–13)

Si tratta di tre ambiti particolarmente sensibili per la qualità della vita percepita dai cittadini: il costo della vita e la capacità di spesa, la sicurezza e i tempi della giustizia, la qualità dei servizi quotidiani (trasporti, sanità, scuola, welfare, digitalizzazione).

🔹 Dove Arezzo migliora

L’unico indicatore in crescita, ma con un +14 che spicca in modo netto, è:

  • Demografia e società

Questo parametro include elementi come presenza di giovani famiglie, saldo demografico, mobilità sociale, partecipazione civica e livello di istruzione. Il dato indica che Arezzo, pur soffrendo in alcuni settori, continua a essere un territorio capace di trattenere e attrarre persone, investire nel capitale umano e rimanere socialmente dinamico.

Una provincia stabile ma senza slancio: cosa raccontano i numeri

Il 44° posto non descrive una realtà in crisi, ma restituisce un territorio che regge, pur pagando il rallentamento di alcuni pilastri fondamentali:

  • L’economia resta solida ma risente dell’aumento dei costi e della riduzione dei consumi.

  • La sicurezza percepita cala, con effetti sull’indice complessivo.

  • I servizi pubblici e ambientali non tengono il passo delle migliori province italiane.

A conferma dell’andamento generale, Arezzo non conquista alcuna medaglia: nessun primo, secondo o terzo posto nei 90 indicatori analizzati.
Non emergono quindi punte di eccellenza assoluta, ma nemmeno crolli drammatici: l’immagine è quella di una provincia che non perde quota in modo strutturale ma che non riesce a compiere il salto verso la fascia alta.

E adesso? Le sfide per il 2026

I numeri suggeriscono tre priorità per migliorare la posizione nella prossima edizione:

1️⃣ Rafforzare i servizi pubblici, dalla sanità ai trasporti

La capacità di risposta della pubblica amministrazione incide sempre di più sulla vivibilità.

2️⃣ Ridurre le disuguaglianze economiche

Il dato dei consumi è un campanello d’allarme: perdita di potere d’acquisto, costo della vita e inflazione locale pesano sulle famiglie.

3️⃣ Investire in cultura e tempo libero

Il 60° posto dell’indicatore segnala uno scollamento tra potenzialità (patrimonio culturale, turismo, eventi) e risultati.

La fotografia di oggi: Arezzo resta un luogo dove si vive bene, ma può e deve ambire di più

Con una posizione tra la 35ª e la 55ª nel corso dell’ultimo decennio, Arezzo è stabilmente nella parte medio-alta della classifica italiana della qualità della vita. La sfida del futuro è chiara: trasformare la solidità in crescita, la resilienza in opportunità, il capitale sociale in motore di sviluppo. Se saprà investire su servizi, attrattività e sicurezza, Arezzo ha tutte le carte per avvicinarsi non solo alla parte alta della classifica toscana, ma anche — e soprattutto — alle province italiane che oggi guidano il Paese.

Articoli correlati