Eventi e Cultura
Una giornata sulle tracce del Sacro nella tradizione popolare casentinese e toscana
Una giornata dedicata al sacro, indagato nella sua dimensione popolare e tradizionale, declinata in più momenti e occasioni di riflessione. Frammenti, immagini, riti che resistono al tempo, canti che riemergono dal passato ma che ancora vivono sotto traccia nelle memorie, nella cultura e nell’immaginario degli abitanti del Casentino. Un’occasione di condivisione ma anche di conoscenza e approfondimento aperta a tutti.
Sabato 20 dicembre si inizia alle 15,30 presso il Castello dei Conti Guidi di Poppi, dove nello spazio Informativo-espositivo dell’Ecomuseo, sarà inaugurata la mostra Tracce di Sacro.
Due sezioni si integrano vicendevolmente. La mostra fotografica di Alessandro Bartolini dedicata alle edicole sacre ma anche ai segni del sacro diffusi nel territorio casentinese ci restituisce un vero e proprio “reticolato religioso”, una sorta di “segnaletica”. Il ruolo principale di questi “piccoli tempi” era di proteggere il luogo, su cui erano edificati come le porte di accesso di una città, una casa, un latifondo agricolo. Avevano spesso la funzione di rassicurare il viandante lungo il suo cammino. Nei “nodi cruciali” sono loro a essere presenti con semplice bellezza: gli incroci, i punti di sosta, le sorgenti diventavano così occasione per la preghiera. Alle immagini, nella seconda sezione, si giustappongono sette testimonianze, di altrettanti abitanti del Casentino, riferite a forme di sacralità che ancora sopravvivono, gesti e usi del quotidiano che sfidano il tempo e ci riconnettono alla natura, al passaggio delle stagioni a ritualità antiche tra sacro e profano. Insieme alle fotografie e ai testi si aggiungono anche testimonianze materiali.
Dalla Luce di Santa Lucia di Cetica (Castel San Niccolò) si passa così alla Processione degli Agiolini di Santa Maria delle Grazie (Pratovecchio Stia); dal Pan co’ Santi di Raggiolo (Ortignano raggiolo) si arriva al Befanone di Moggiona (Poppi); dai Fochi di Badia Pratalia (Poppi) si giunge alle Croci di Maggio di Chitignano. Uno contributo viene anche alla comunità romena, presente in Casentino da diversi decenni, che condividerà con i fruitori alcuni delle sue usanze tradizionali legate al Natale e alla Pasqua. In occasione dell’inaugurazione sarà presente anche il coro della chiesa avventista del settimo giorno di Pratovecchio con i canti della tradizione popolare romena.
Alle 16,30 presso lo Sazio CU.RA (Ex Ospedale di Santa Maria della Misericordia) si terrà il secondo momento della giornata, RITUALITA’ CANTATE IN TOSCANA TRA SACRO E PROFANO, un incontro pubblico, propedeutico al concerto serale, concepito come momento di confronto tra ambiti disciplinari diversi. Dopo i saluti istituzionali e l’introduzione di Andrea Rossi (Ecomuseo del Casentino UCMC) sono previsti gli interventi di: Anna Andreotti e Margherita Trefoloni (Associazione “la Maggese di Parigi); Filippo Lanci (Università degli Studi dell’Aquila e Associazione “Bambum” di Teramo); Carlo Lapucci (scrittore); Marco Magistrali e Filippo Marranci (Associazione “la Leggera”); Andrea Antonio Verardi (Pontificia Università Gregoriana di Roma).
Ore 19,30 cena a Buffet
Infine, a chiusura della giornata il concerto nella suggestiva cornice della Pieve di San Martino a Vado a Strada in Casentino – Castel San Niccolò. SÙ SÙ BONI PASTORI. IL CANTO SACRO DI TRADIZIONE ORALE IN TOSCANA.
Dalla ricerca sul canto di tradizione orale de “La leggera” APS della Valdisieve e de “La Maggese” di Parigi nasce questo concerto che percorre alcune tappe in Toscana (dal Casentino, dal Mugello e dal Valdarno fino al Senese e all’Isola d’Elba) in cui, da fonti orali, è testimoniata la pratica di canto sacro che contadini e montanari hanno tramandato nelle case e nelle chiese: dalle orazioni e laude nei contesti familiari e domestici, agli inni, ai canti processionali e ai lamenti della Settimana Santa praticati invece nell’ambito pubblico delle cerimonie e delle feste. I canti, riproposti da Anna Andreotti, Marco Magistrali, Filippo Marranci, Margherita Trefoloni, provengono da diversi contesti territoriali toscani; Campolombardo di Stia (Ar), Castel San Niccolò (Ar), Scarperia (Fi), Doccia di Pontassieve (Fi), Reggello (Fi), Loro Ciuffenna (Ar), Siena, Civitella Marittima (Gr), San Piero e Sant’Ilario in Campo nell’Elba (Li), Capoliveri (Li).
L’iniziativa è promossa dall’Unione dei Comuni Montani del Casentino nell’ambito delle attività dell’Ecomuseo del Casentino in collaborazione con l’Associazione “La Leggera”. Si ringraziano per la collaborazione i comuni di Poppi e Castel San Niccolò, l’associazione “La Maggese”, la Parrocchia di San Martino a Vado di Strada (Castel San Niccolò), la Coop Oros.
L’evento è realizzato nell’ambito de “Il Turismo delle Radici – Una Strategia Integrata per la ripresa del settore del Turismo nell’Italia post Covid-19”, CUP J51B21005910006, inserito nell’investimento 2.1 “Attrattività dei borghi” Missione 1 Componente 3 del PNRR, finanziato dall’Unione europea – NextGenerationEU. Si segnala infine il Contributo della Regione Toscana – Celebrazioni dei 260 anni dall’insediamento di Pietro Leopoldo Granduca di Toscana.
Per informazioni e prenotazioni (gradite): Unione dei Comuni del Casentino – Centro servizi Rete Ecomuseale del Casentino 0575 507270-72







