domenica | 22-02-2026

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Cronaca

Ex Sacci, il TAR Toscana respinge il ricorso: confermata l’ordinanza di pulizia del Comune

Si chiude un passaggio giudiziario centrale nella lunga vicenda dell’area ex SACCI a Bibbiena. Il TAR Toscana ha infatti rigettato il ricorso presentato da Marino Franceschi, proprietario dell’area, contro l’ordinanza con cui il Comune imponeva la rimozione e lo smaltimento dei rifiuti presenti nel sito.

L’ordinanza comunale: cosa prevede

Ordinanza comune Bibbiena – Area ex Sacci

Il provvedimento del Comune di Bibbiena del 19 febbraio 2025, emanato ai sensi dell’art. 192 del D.Lgs. 152/2006, nasce a seguito di una complessa istruttoria tecnica e amministrativa e obbliga la proprietà a procedere alla pulizia definitiva dell’area ex SACCI, limitatamente alla porzione ricadente nel territorio comunale di Bibbiena.
L’ordinanza stabilisce:

  • l’obbligo di rimuovere e smaltire tutti i rifiuti presenti, inclusi quelli classificati come pericolosi;

  • la presentazione, entro 30 giorni, di un piano operativo dettagliato da sottoporre ad ARPAT e ASL Toscana Sud Est;

  • il completamento delle operazioni entro 120 giorni dalla notifica, con costi interamente a carico della proprietà;

  • il monitoraggio e la verifica finale da parte di ARPAT, cui spetta certificare l’avvenuta ottemperanza.

Il Comune aveva chiarito che “l’atto non ha carattere contingibile e urgente”, ma discende dal principio di corretta gestione ambientale e dalla responsabilità del detentore del sito, indipendentemente dall’immediata pericolosità per la popolazione residente. L’intero impianto dell’ordinanza è finalizzato a chiudere una vicenda ambientale e amministrativa aperta da oltre vent’anni.

Il ricorso presentato da Franceschi mirava ad annullare il provvedimento comunale; con il rigetto da parte del TAR Toscana, l’ordinanza resta pienamente valida ed efficace.

Le riflessioni del PD Bibbiena: «Che sia la volta buona?»

All’indomani della decisione del TAR, arriva il commento politico del Partito Democratico Bibbiena, che legge il pronunciamento come un possibile punto di svolta.

«Con il rigetto del ricorso siamo finalmente giunti all’epilogo di un contrasto tra proprietà privata ed enti dello Statoafferma il PD che ha tenuto per anni un ecomostro privato inchiodato sulla porta d’ingresso dell’alto Casentino e ha bloccato un’opera pubblica da circa 30 milioni di euro».

Secondo i democratici bibbienesi, nella nota a firma Fernando Piantini, segretario dell’ unione comunale del Partito Democratico, ora non ci sono più alibi:

«Siamo in uno Stato di diritto e tutto è disciplinato dal Codice dell’Ambiente. Ci auguriamo che un imprenditore di successo, come il sig. Franceschi, provveda a risolvere un problema ormai acclarato, che – per sua stessa ammissione – sarebbe di dimensioni modestissime».

Il PD sottolinea anche la valenza strategica dell’intervento:

«La pulizia dell’area ex SACCI, limitata alla parte nel Comune di Bibbiena – mentre quella nel Comune di Chiusi della Verna è risolta da anni – aprirebbe la strada a un’opera infrastrutturale vitale per il Casentino e potrebbe rappresentare l’inizio di un vero dialogo tra Stato e privato, indispensabile per la riqualificazione dell’ex complesso industriale».

Nel comunicato non manca un richiamo alla collaborazione istituzionale:

«Siamo certi che il Partito Democratico, a tutti i livelli, dalla Regione al neo assessore Filippo Boni, fino ai Comuni, farà la propria parte per ottenere il miglior risultato possibile per il territorio. Confidiamo che anche il Sindaco di Bibbiena continui su questa strada, come dimostrato recentemente anche sulla vicenda della rotonda di Pollino».

La conclusione è affidata a una domanda che pesa come un auspicio: «Che sia davvero la volta buona?».

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