Cronaca
Asilo nido di Soci, istanza di dissequestro rigettata: «Ora servono decisioni chiare e rapide»
BIBBIENA – A tre mesi esatti dalla tragedia che ha sconvolto la comunità di Soci, resta sotto sequestro l’asilo nido comunale Ambarabà, dove ha perso la vita il piccolo Leo. La Procura della Repubblica ha infatti rigettato l’istanza di dissequestro presentata lo scorso 21 gennaio dal Comune di Bibbiena tramite il proprio legale, ritenendo necessari ulteriori approfondimenti tecnici per la ricostruzione delle circostanze dell’accaduto.
La notizia è arrivata all’indomani del Consiglio comunale aperto, svoltosi martedì sera con la partecipazione di alcune famiglie dei bambini frequentanti il nido, un confronto pubblico nel quale l’amministrazione ha ripercorso le azioni intraprese in questi mesi e ha condiviso un metodo di lavoro basato su aggiornamenti periodici, fissando già un nuovo incontro per il 27 febbraio.
Alla luce del rigetto, il sindaco Filippo Vagnoli annuncia un’accelerazione concreta sulle alternative:
«Come già concordato con le famiglie nel Consiglio comunale – afferma – l’Amministrazione velocizzerà la valutazione della sede alternativa individuata presso la scuola dell’infanzia “Mencarelli” di Bibbiena Stazione, percorrendo tutti i passaggi già avviati con ASL e uffici tecnici per verificare fattibilità, tempi e interventi richiesti, con l’obiettivo di aprire un nido temporaneo in attesa del futuro dissequestro della struttura originaria».
Parallelamente, spiega il sindaco, restano attivi tutti gli altri percorsi già avviati: il bonus economico comunale a sostegno delle famiglie (con bando in uscita nelle prossime settimane e fondi già stanziati), lo spazio comunale CIAF di Soci già operativo e utilizzato quotidianamente, il confronto costante con la cooperativa che gestisce il servizio ed è pronta alla ripartenza, l’interlocuzione con la Regione Toscana (con una call fissata per il 13 febbraio) e la richiesta di deroga al Ministero, tramite l’Ufficio Scolastico Regionale, per consentire l’accesso anticipato alla scuola dell’infanzia anche ai bambini che compiono tre anni dopo il 30 aprile 2026.
Il Comune, aggiunge Vagnoli,
«continuerà a garantire piena collaborazione all’Autorità giudiziaria per tutte le richieste connesse alle indagini».
«Prendiamo atto della decisione della Procura e, come sempre, la rispettiamo – conclude il sindaco –. Proprio per questo acceleriamo ora con determinazione il percorso sulla sede alternativa, lavorando insieme ad ASL e uffici tecnici per verificare concretamente tempi e fattibilità. La riapertura del servizio resta una priorità assoluta, ma potrà avvenire solo garantendo condizioni di totale sicurezza per i bambini e per il personale».
Vagnoli riconosce il disagio delle famiglie dopo mesi difficili e ribadisce l’impegno dell’amministrazione:
«Il Comune non si è mai fermato: abbiamo attivato supporto psicologico, valutato spazi alternativi, stanziato risorse per un bonus economico, avviato interlocuzioni con Regione e Procura e lavorato senza sosta per individuare soluzioni. Continueremo a farlo con responsabilità, trasparenza e spirito di collaborazione».
Infine, l’appello all’unità:
«Questo è un momento che richiede serietà istituzionale e coesione della comunità. Non esistono scorciatoie quando sono in gioco sicurezza, legalità e il futuro dei nostri bambini. Ringrazio le famiglie per la pazienza e il senso di responsabilità, la Procura per il lavoro delicato che sta svolgendo, la cooperativa e le educatrici, l’ASL, la Regione Toscana, gli uffici comunali e tutta la Giunta per l’impegno costante. Continueremo a lavorare insieme, ciascuno nel proprio ruolo, per restituire quanto prima un servizio essenziale alla nostra comunità».
Il Consiglio comunale aperto
La notizia del rigetto dell’istanza di dissequestro è arrivata poche ore dopo il confronto pubblico. Si tratta di un passaggio che aggrava il quadro e impone ora scelte rapide e responsabilità chiare sul futuro del servizio educativo a Soci.
«Abbiamo appena appreso, tramite comunicazione dei genitori, che l’istanza di dissequestro della struttura è stata rigettata». Così in una nota la Lista di Comunità, minoranza in Consiglio comunale a Bibbiena.
«Si tratta di un fatto rilevante – sottolineano – che rende ancora più urgente l’attivazione di soluzioni alternative concrete e attuabili in tempi brevi». Proprio per questo, la Lista di Comunità giudica «grave» il fatto che il Consiglio comunale non sia stato informato dal Sindaco, «nonostante gli impegni di collaborazione e condivisione assunti pubblicamente durante il Consiglio comunale aperto di martedì».
«A meno di ventiquattro ore da quell’impegno – aggiungono – le modalità seguite risultano incoerenti con quanto dichiarato. La trasparenza e la collaborazione istituzionale non possono essere affermazioni formali: devono tradursi in comportamenti concreti e tempestivi».
Il rigetto dell’istanza, evidenzia la minoranza, cambia radicalmente il quadro e impone scelte immediate. «In questa fase servono decisioni chiare e rapide», ribadiscono, richiamando le alternative già emerse nel confronto con le famiglie.
Il tema è stato al centro del Consiglio comunale aperto di martedì 10 febbraio, richiesto proprio dalla Lista di Comunità. «Abbiamo voluto questo spazio non per alimentare divisioni – spiegano – ma per riportare al centro le famiglie e il loro diritto a un confronto trasparente con l’amministrazione. È un tema che supera le appartenenze, ma è profondamente politico nel senso più pieno del termine: riguarda scelte, priorità e responsabilità di governo di fronte a un servizio essenziale».
L’incontro è stato ritenuto necessario soprattutto per i genitori che, «dopo una vicenda dolorosa che ha colpito l’intera comunità», si trovano da mesi ad affrontare una situazione complessa dal punto di vista organizzativo e familiare. «In questi mesi – affermano – hanno dimostrato grande senso civico, nonostante il senso di abbandono denunciato, attivandosi per cercare soluzioni e interlocuzioni istituzionali a ogni livello».
Dal confronto è emersa, secondo la Lista di Comunità, «una sostanziale attesa da parte dell’amministrazione, che ha valutato alcune ipotesi senza avviare atti formali o verifiche tecniche strutturate, rimandando ogni decisione all’esito del dissequestro». Una linea che la minoranza non condivide: «Ha lasciato le famiglie per tre mesi senza un percorso alternativo chiaro e operativo».
Durante il Consiglio, una proposta avanzata direttamente dai genitori ha ottenuto un primo impegno: «Verificare rapidamente la possibilità di un ingresso anticipato alle scuole dell’infanzia di Soci e Bibbiena per i bambini che sarebbero dovuti entrare a settembre». Una misura che potrebbe riguardare circa trenta bambini e alleggerire molte situazioni di conciliazione vita-lavoro.
Resta inoltre sul tavolo la proposta, formalmente consegnata dalla Lista di Comunità, di «installare moduli temporanei attrezzati per garantire il servizio ai bambini che resterebbero esclusi da questa soluzione». «È un’ipotesi attuabile in poche settimane – sottolineano – che avrebbe potuto essere valutata fin dall’inizio. Ora chiediamo che venga esaminata con serietà e tempestività».
«Continueremo a lavorare – concludono – perché il tema resti dove deve stare: non nel terreno dello scontro, ma in quello della reale collaborazione e della responsabilità verso le famiglie e l’intera comunità. Ma oggi, dopo il rigetto dell’istanza di dissequestro, non c’è più tempo da perdere».






