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Attualità

Sciopero generale per Gaza: si ferma l’Italia, mobilitazioni anche ad Arezzo

Venerdì 3 ottobre Arezzo e tutta la Toscana vivranno una giornata di protesta e solidarietà per il popolo palestinese. L’appello arriva dal coordinamento Arezzo per Gaza, che ha organizzato presidi e sit-in, mentre la Cgil e l’Unione dei sindacati di base hanno proclamato lo sciopero generale di tutti i settori pubblici e privati per l’intera giornata.

Gli appuntamenti cittadini prevedono il ritrovo alle 9 in piazza Zucchi e, a partire dalle 10.30, un sit-in in piazza della Libertà, dove si svolgerà un sit in in solidarietà alla Flotilla per Gaza e al popolo palestinese. Sarà distesa una grande bandiera della Palestina e verranno esposti gli striscioni e le bandiere della pace in segno di protesta per quanto accaduto stanotte di fronte alla costa di Gaza.

“Andiamo tutte e tutti a esprimere la nostra indignazione nei confronti del genocidio in atto, per sostenere il popolo palestinese a Gaza e in Cisgiordania, e il suo diritto all’autodeterminazione”, sottolineano da Arezzo per Gaza.

La protesta si lega anche ai fatti della Global Sumud Flotilla, bloccata lo scorso 1° ottobre in acque internazionali.

“L’aggressione contro navi civili che trasportavano cittadine e cittadini italiani è un fatto di gravità estrema – dichiarano dal coordinamento – non solo un crimine contro persone inermi, ma anche un colpo ai principi costituzionali, aggravato dal silenzio del governo italiano che ha lasciato lavoratrici e lavoratori senza protezione”.

Da Arezzo partiranno inoltre tre pullman diretti a Roma per partecipare alla manifestazione nazionale prevista sabato 4 ottobre.

Sanità: garantiti solo i servizi essenziali

Lo sciopero nazionale coinvolge anche la sanità. L’Asl Toscana Sud Est ha informato che per la giornata di venerdì 3 ottobre saranno assicurati soltanto i servizi in urgenza e quelli minimi essenziali, come stabilito dagli accordi nazionali sul diritto di sciopero. L’agitazione, indetta anche da Si Cobas, si articolerà da inizio a fine turno, con inevitabili disagi per l’utenza, pur nel rispetto delle prestazioni indispensabili.

Mobilità: bus a rischio in tutta la Toscana

Autolinee Toscane ha reso noto che lo sciopero di 24 ore, proclamato da FILT CGIL, USB e COBAS del Lavoro Privato, potrà provocare ritardi e cancellazioni di corse urbane ed extraurbane in tutta la regione.

Il servizio sarà garantito soltanto nelle due fasce orarie di legge, ovvero tra le 4.15 e le 8.14 e tra le 12.30 e le 14.29. Lo sciopero riguarda sia il personale viaggiante che gli impiegati, compresi quelli delle biglietterie.

Secondo le stime di Autolinee Toscane, l’adesione potrebbe attestarsi intorno al 40%, come già accaduto in occasione dello sciopero del 20 giugno scorso. Per ogni informazione aggiornata, l’azienda invita a consultare il sito at-bus.it, l’app “at bus” o il numero verde 800 14 24 24.

Trasporti ferroviari e Autostrade

Lo sciopero inizierà già stasera, giovedì 2 ottobre, alle 21.00, proseguendo fino alle 21 di venerdì. Saranno garantiti i servizi essenziali previsti nei giorni feriali, nelle fasce 6-9 e 18-21.

Autostrade: il personale addetto incrocerà le braccia a partire dalle 22 di stasera, 2 ottobre.

Scuola

Lo sciopero riguarda l’intera giornata. La Cgil precisa che “secondo l’accordo del 2 ottobre 2020, art. 2 comma 5, i dirigenti scolastici possono adottare misure organizzative per garantire il servizio. Tuttavia, se l’adesione annunciata rende impossibile l’erogazione del servizio, la scuola può essere chiusa”

Vigili del Fuoco

Sciopero di 4 ore che inizierà, per il personale turnista, alle ore 09.00 e terminerà alle ore 13.00 mentre sarà dell’intera giornata per il personale giornaliero e amministrativo.

Una giornata di protesta e solidarietà

La Cgil ribadisce che lo sciopero è stato proclamato per difendere i valori costituzionali, denunciare la violazione del diritto internazionale e sostenere la popolazione palestinese:

“Blocchiamo tutto per Gaza – afferma il sindacato –. Non possiamo restare indifferenti di fronte all’aggressione subita dalla Flottilla e al dramma che si consuma ogni giorno nei territori palestinesi”.

Domani, dunque, la mobilitazione unirà piazze, lavoratori e sindacati sotto un’unica parola d’ordine: solidarietà.

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