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domenica | 31-08-2025

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Il progetto ShepForBIO si presenta alla Commissione Europea

Il progetto LIFE ShepForBio, reso famoso per la scuola per pastori, è stato oggetto nei mesi scorsi, di una visita di monitoraggio da parte della Commissione Europea, a cui hanno partecipato ricercatori ed esperti dall’università La Sapienza di Roma, Università degli studi di Firenze, Euromontana, Parco nazionale delle Foreste Casentinesi e Unione dei Comuni del Casentio, del Pratomagno, del Valdarno e Valdisieve e Unione comuni Romagna Forlivese. In particolare era presente Ilenia Babetto, Project Advisor della Commissione Europea, la quale aveva il compito di valutare lo stato del progetto e il monitor Alberto Cozzi. Tra le aree di progetto LIFE è stato inserito anche il massiccio del Pratomagno con i suoi pascoli. Il Piano era previsto nel progetto LIFE, quindi è stato realizzato in parte con i fondi EU ed in parte cofinanziato da DREAM con il proprio personale e ha interessato proprio l’area del complesso forestale “Pratomagno Casentino”, che si estende per 3.420 ettari.

L’obiettivo del progetto è quello di migliorare lo stato di conservazione di tre habitat di prateria, riconosciuti di importanza europea dalla Direttiva Habitat, attraverso lo sviluppo di attività pastorali in aree montane marginali, così da garantire una gestione sostenibile e duratura di tali ambienti. Le bellissime praterie del Pratomagno sono infatti minacciate da tre fattori, ovvero l’abbandono dell’attività zootecnica, l’avanzare del bosco e i cambiamenti climatici. 

L’interruzione nella gestione tradizionale dei pascoli determina impatti negativi importanti su numerose specie animali (tra i gruppi più colpiti ci sono uccelli, insetti impollinatori e lepidotteri), ma anche vegetali come orchidacee e l’erba cornacchia di Zanoni. 

Ilenia Babetto dell’agenzia Cinea ha commentato: “Ho avuto l’opportunità di andare sui luoghi e verificare dal vivo le attività di progetto come project advisor dell’agenzia Cinea. Come agenzia seguiamo i progetti a distanza e una volta nell’arco della vita dei progetti, ci rechiamo sul posto per vedere in loco come si stanno sviluppando le attività. Qui abbiamo potuto fare un’esperienza molto arricchente con un team coinvolto che collabora con stakeholders e realtà locali in modo eccelso. Ho potuto constatare che il  Progetto SheepForBIO qui ha ottenuto ottimi risultati e ha buone prospettive di networking, ovvero quello che il programma auspica nei vari percorsi, ovvero creare situazioni in cui, oltre a raggiungere obiettivi per la natura, si mettono le basi per una sostenibilità nel tempo. Anche il coinvolgimento delle scuole locali rappresenta un elemento di valore. Siamo particolarmente soddisfatti di aver potuto constatare di persona una realtà così positiva e rappresentativa che può di diritto aspirare ai LIFE Awards, che celebrano i progetti che hanno dimostrato risultati eccezionali e un impatto positivo sull’ambiente”. 

Nella giornata di monitoraggio sul massiccio del Pratomagno a seguito dei tecnici DREAM Italia c’erano anche quattro studenti del Liceo Scientifico Galileo Galilei di Poppi grazie a un percorso di alternanza scuola lavoro realizzato grazie all’interessamento e coordinamento del docente Nicola Budroni.  

I ragazzi, a conclusione del percorso, hanno raccontato così la loro esperienza: “Per noi, quasi diciottenni, il Pratomagno è sempre stato il luogo dei tramonti con gli amici, delle camminate in estate, della neve in inverno; il luogo dell’avventura in una natura selvaggia che poco conosciamo e che ci affascina. Averlo potuto conoscere dal punto di vista della sua importanza naturalistica ci ha fatto cambiare orizzonti. Il Pratomagno è un luogo da salvare e non solo da “sfruttare” anche solo per un tramonto o una scampagnata. Non è un luogo dove passare del tempo residuo fuori dalla consuetudine, ma un luogo fatto di equilibri instabili ma che necessitano di un aiuto. Aver scoperto che molte istituzioni del nostro territorio, molti professionisti, naturalisti, pastori e comunità stanno cooperando per salvare questo miracolo della natura ci ha emozionato e regalato una nuova visione del territorio che viviamo e dei suoi protagonisti. Aver scoperto i nardeti, la loro funzione negli equilibri naturali, ci ha stupito. Prima erano solo erba secca, oggi sono molto di più. Aver potuto parlare con biologi naturalisti esperti è stata una grandissima opportunità anche per comprendere i nostri percorsi futuri e di questo ringraziamo DREam Italia”.

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