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Il Forrest Gump italiano arriva a Badia Prataglia
Poppi/Badia Prataglia – A 43 anni ha deciso di fare tutto il Sentiero Italia, un sentiero che unisce da nord a sud tutto il Paese e in poco tempo ha fatto 12 cammini in meno di un anno e mezzo.
Luca Terenziani, 42 anni un passato da runner a livello agonistico, da un paio d’anni ha scoperto la passione per la montagna e, soprattutto, per i “cammini” in solitaria. Che poi però condivide con migliaia di follower – circa 25mila su Facebook e 14mila su Instagram – postando meravigliosi paesaggi, notti in tenda, falò improvvisati, e qualche incontro con i paesani che lo plaudono e gli offrono ristoro lungo la via. L’altro ieri Luca è arrivato a Badia Prataglia accolto dal gruppo sportivo del paese del Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi e dall’amministratore del comune di Poppi Jamal Casetti.
Luca ha iniziato a camminare per superare un momento di difficoltà, poi è diventata una specie di droga. Parte da solo con zaino, tenda, sacco a pelo e satellitare, un fornelletto per cuocere pasta o risotto e la natura intorno.
Il suo messaggio: “Non abbandonate mai le imprese della vita”.
Il suo soprannome è Jesus, che gli hanno dato gli speaker quando faceva agonismo. “Arrivavo al traguardo e loro urlavano “ecco che arriva Jesus”, probabilmente per il mio modo di portare barba e capelli. Ma a me piacerebbe di più farmi chiamare Forrest Gump, perché come lui cammino, cammino e non mi fermo mai”, dice Luca.
Dopo la Val di Cembra e prima ancora il Cammino di San Rocco, la vera impresa è quella del “Sentiero Italia”, 8mila km con 350mila metri di dislivello dal Friuli alla Sardegna, una missione che solo sei persone in tutta Italia hanno portato a termine. Luca promette: “Mi interessa solo finire il cammino e sono certo sarà il trekking più bello della mia vita”. A Badia Prataglia ha trovato una grande accoglienza e tanta solidarietà.
Jamal Casetti ha commentato: “E’ stato un incontro bello e di valore, che ci ha fatto molto piacere come comunità di montagna. Luca è una persona profonda e capace di creare connessioni e offrire un esempio di vita sicuramente diverso, ma altrettanto significative. Anche noi, come lui, amiamo la natura e cerchiamo ogni giorno di tutelarla con le nostre azioni e il nostro stile di vita. Vivere in montagna non è facile oggi, è un po’ come resistere. Ma è anche una scelta importante perché ci consente di essere gli avamposti della salvaguardia del nostro ambiente così straordinariamente bello, così straordinariamente fragile”.







