Bibbiena – La riqualificazione dell’area dell’ex Lanificio a Soci finisce al centro delle critiche della Lista di Comunità, gruppo di opposizione nel Consiglio comunale di Bibbiena. Nel mirino ci sono le scelte progettuali dell’Amministrazione, considerate poco attente al verde e alla vivibilità del paese, e le tempistiche di conclusione del cantiere.
«Guardando il progetto approvato dall’Amministrazione, balza subito all’occhio una scelta concettuale e urbanistica ormai superata: la totale assenza di aiuole, alberature o strisce di verde all’interno dello spazio centrale destinato agli stalli e alle corsie di manovra», afferma la Lista di Comunità. Secondo l’opposizione, la vegetazione sarebbe stata prevista esclusivamente sul dislivello perimetrale che delimita l’area a nord e a ovest.

Render ipotesi amministrazione
Il gruppo riconosce l’opportunità di intervenire sullo spazio, ma contesta l’impostazione adottata: «Riordinare e riqualificare un’area inghiaiata era opportuno, ma si poteva e si doveva prevedere un intervento ben diverso, in grado di impattare meno sul contesto urbano e sulla vivibilità del centro paese».
La Lista di Comunità propone come alternativa un parcheggio con pavimentazione drenante, realizzato con autobloccanti grigliati ed erba, integrato da alberature centrali e piccoli inserti verdi tra gli stalli. Una soluzione che, secondo il gruppo, consentirebbe di conciliare la funzione di sosta con una maggiore attenzione alla qualità ambientale.

Render ipotesi Lista di comunità
«Da una parte c’è l’impostazione dell’Amministrazione, che prevede un’unica distesa asfaltata destinata ad accumulare calore nei mesi estivi, priva di riparo dal sole per le vetture e d’impatto sul reticolo di drenaggio urbano. Dall’altra parte c’è la nostra proposta», sostiene l’opposizione.
Per la Lista, inserire vegetazione all’interno del parcheggio non rappresenterebbe soltanto una scelta estetica: «Era una misura necessaria per la mitigazione della temperatura e per garantire una vera transizione verso le direttive europee e nazionali sull’adattamento ai cambiamenti climatici».
Nel confronto economico, il gruppo indica per il verde drenante un costo iniziale superiore del 20-40% rispetto all’asfalto tradizionale, sostenendo però che l’investimento offrirebbe benefici nel tempo. Tra questi, l’opposizione cita la riduzione del surriscaldamento estivo, un contributo alla prevenzione degli allagamenti e una manutenzione strutturale meno onerosa, grazie alla possibilità di riparare localmente i moduli.
Alle contestazioni sul progetto si aggiungono quelle sui tempi di consegna. Secondo quanto riportato dalla Lista di Comunità, il contratto d’appalto prevedeva novantuno giorni naturali e consecutivi per completare le opere, con scadenza il 7 ottobre.
«A settembre la ditta ha richiesto la sospensione del cantiere. Non conosciamo a oggi gli esiti della richiesta e i nuovi termini di scadenza», dichiara il gruppo. «Ci ritroviamo quindi di fronte all’ennesimo cantiere che supera i termini previsti senza essere stato completato, a scapito dei cittadini e dei commercianti di Soci».
La critica si allarga infine alla visione urbanistica del paese. La Lista richiama la perdita degli alberi che, ricorda, caratterizzavano storicamente la piazza principale di Soci e contesta scelte che ritiene orientate a privilegiare cemento e asfalto.
«Ripetere lo stesso schema nell’area dell’ex Lanificio significa dimostrare una totale assenza di lungimiranza verso le sfide climatiche e la vivibilità dei nostri paesi», afferma l’opposizione.
«Progettare il futuro di una comunità – conclude la Lista di Comunità – non vuol dire riempire ogni vuoto di bitume e inseguire scadenze che puntualmente slittano, ma avere il coraggio di restituire ai cittadini spazi urbani moderni, capaci di coniugare i servizi con il rispetto del verde e dell’ambiente».















