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Politica

Sanità, Tomasi sostiene il grido d’allarme del Casentino

di Rossana Farini

08/05/2026 18:56

Vagnoli, Santini e Lorenzoni accompagnano Alessandro Tomasi, Consigliere regionale, in visita alle strutture sanitarie del Casentino.

Tomasi sostiene il grido di allarme dei sindaci: “Emergenza per i medici di medicina generale: è una priorità trovare soluzioni compensative utili a colmare questa problematica di area interna. La Regione dia risposte immediate”.

Questa mattina Alessandro Tomasi, Portavoce dell’opposizione in Consiglio Regionale, è stato in Casentino per una visita alle case di comunità di Stia e Poppi e infine all’ospedale di Bibbiena, per portare all’attenzione della Regione Toscana le necessità e le priorità del Casentino come area interna della regione, in termini di servizi sanitari e ospedalieri. Sono i sindaci di Bibbiena (Filippo Vagnoli), Pratovecchio Stia (Luca Santini) e Federico Lorenzoni (Poppi) ad accompagnare Tomasi in questa visita di ascolto sul territorio che si è conclusa alle 12,30 dall’ospedale di Bibbiena.

Gli stessi Sindaci che, pochi giorni fa, hanno reso pubblico il contenuto di una lettera inviata più di un mese e mezzo fa al Presidente Eugenio Giani e all’Assessore Leonardo Marras sulla situazione critica del comparto nella vallata, a cui non hanno ricevuto risposta.

“La sanità casentinese ha problematiche importanti che come sindaci di questo territorio ci sentiamo in dovere di segnalare alla Regione Toscana e alla Direzione Asl che sono o dovrebbero essere a disposizione di tutti i cittadini toscani, come lo siamo noi con i nostri. Quello che vogliamo non è fare una polemica politica sterile, ma metterci a disposizione di chi – e sono tanti – oggi lotta per i propri diritti di salute e sicurezza in questa piccola valle. Tacere significherebbe abdicare dal nostro ruolo che è innanzitutto quello di prossimità con i nostri cittadini e cittadine, soprattutto più deboli. In Casentino si sta profilando una vera e propria emergenza che riguarda i medici di medicina generale che sono andati in pensione e che, forse per problematiche burocratiche, non sono stati tempestivamente rimpiazzati. Ma le problematiche burocratiche possono essere superate, soprattutto quando si tratta di dare risposte a persone che vivono in contesti geografici già difficili, dove le persone stanno progressivamente invecchiando e dove si stanno profilando anche nuove necessità di sistema. Prendiamo l’esempio del cambio medico anche quando questo magari si trova a chilometri e chilometri di distanza: le procedure non sono affatto semplici per i nostri anziani. La mancata risposta alla nostra lettera da parte dei vertici della Regione Toscana non è grave tanto sul piano politico, ma su quello deontologico, poiché le problematiche manifestate in quel documento, provengono da canali istituzionali”, commentano i sindaci coinvolti in questa visita con Tomasi.

I sindaci continuano a chiedere alla Regione incentivi per attrarre i medici di base, evitando l’abbandono degli assistiti e garantendo la continuità assistenziale; la definizione del nuovo accordo aziendale e dello schema di convenzione relativo alle Case della Comunità; soluzioni per sopperire alla carenza di infermieri, OSS ed educatori; soluzioni pratiche e urgenti per la crisi del sistema di emergenza-urgenza in termini di tempi di intervento nelle aree periferiche.

Alessandro Tomasi, capogruppo dell’opposizione in Consiglio Regionale, ha condannato la mancata risposta alle richieste dei sindaci casentinesi, ma anche la gravità di una situazione, quella sui medici di medicina generale, che mette in gravi difficoltà chi vive in questa area interna: “Sono preoccupato per l’andamento dei lavori alla casa di comunità che sta sorgendo nei locali del vecchio ospedale di Bibbiena. Si tratta di un presidio fondamentale per questa comunità e non possiamo perdere tempo a consegnarla al territorio di riferimento. Per quanto riguarda i medici di medicina generale e alla situazione limite che si sta profilando in Casentino, nonché alle difficoltà anche burocratiche di rimpiazzare le persone che hanno concluso il loro percorso lavorativo, credo vadano prese delle misure di emergenza serie e tempestive; dobbiamo cioè considerare le aree interne nella loro specificità e operare di conseguenza. Non possiamo continuare ad agire con gli stessi metri e misure che applichiamo a centri di grandi dimensioni. E’ arrivato il momento di lavorare seriamente tutti insieme per trovare le migliori soluzioni possibili per i cittadini che sono tutti uguali e hanno tutti gli stessi diritti di salute e sicurezza”.   

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