In Toscana il fronte del NO vince con un distacco di quasi 17 punti percentuali. Meno marcato il successo in Provincia di Arezzo: sulle 368 sezioni il SI ha ottenuto il 46,74% (78.581 voti) contro il 53,26% del NO (89.532 VOTI). Ad Arezzo città, con un’affluenza del 65,91% nelle 97 sezioni, s’impone il NO per poco più di due punti percentuali: SI al 48,99% (corrispondenti a 23.568 voti), NO al 51,01% (24.543). La Valdichiana invece vota SI, ad eccezione di Foiano della Chiana e Lucignano. Prevale il SI anche a Castiglion Fibocchi, Monterchi, Caprese Michelangelo, Sestino, Pieve Santo Stefano. Valdarno e Casentino: in tutti i comuni prevale il NO. Ecco i risultati, comune per comune.

Le urne si sono chiuse alle 15 di questo lunedì 23 marzo e contemporaneamente è cominciato lo spoglio per conoscere l’esito del referendum costituzionale, che ha fatto registrare un record di affluenza. Dai primi exit poll Rai e La7 emerge un leggero vantaggio del no, dato tra il 49 e il 53%, il si in una forbice compresa tra il 47 e il 51%.
Alle 23 i dati del Viminale sulle oltre 61 mila sezioni restituiscono un’affluenza vicina al 46%, in crescita rispetto al dato del referendum costituzionale del 2020 che attestava la partecipazione al voto alla stessa ora al 39,38%. L’affluenza finale, allora, arrivò al 53,8%.
Alle 19 i dati del Viminale sulla totalità delle 61 mila sezioni restituiscono un’affluenza al 38,9%, in crescita rispetto al dato del referendum costituzionale del 2020 che attestava la partecipazione al voto alla stessa ora al 29,68%. L’affluenza finale, allora, arrivò al 53,8%. Quello di oggi alle 19 è, in assoluto, il dato più alto dell’affluenza (alla stessa ora) nelle precedenti consultazioni referendarie in cui si è votato per due giorni.
Alle 12 di questa domenica 22 marzo i dati del Viminale sulla totalità delle 61 mila sezioni restituiscono un’affluenza al 14,9%, in crescita rispetto al dato del referendum costituzionale del 2020 che attestava la partecipazione al voto alla stessa ora al 12,2%. L’affluenza finale, allora, arrivò al 53,8%. Quello di oggi alle 12 è, in assoluto, il dato più alto dell’affluenza (alla stessa ora) nelle precedenti consultazioni referendarie in cui si è votato per due giorni.
Domenica 22 e lunedì 23 marzo gli italiani sono chiamati alle urne per il referendum costituzionale confermativo sulla riforma della giustizia. Al centro del quesito c’è, tra i punti principali, la separazione delle carriere tra giudici e pubblici ministeri.
I seggi resteranno aperti domenica dalle 7 alle 23, mentre lunedì si voterà dalle 7 alle 15. Subito dopo la chiusura delle urne prenderà il via lo scrutinio. Come da prassi, l’attenzione sarà concentrata anche sull’affluenza: il Ministero dell’Interno diffonderà i dati domenica alle 12, alle 19 e alle 23, mentre lunedì sarà comunicato solo il dato definitivo alle 15.
👥 Chi vota
Alle urne sono attesi oltre 45 milioni di elettori in Italia. Tra questi anche circa 5 milioni di cittadini fuori sede (studenti e lavoratori), esclusi però dalle modalità speciali di voto, scelta che ha acceso il confronto politico.
Per quanto riguarda gli italiani residenti all’estero, gli iscritti all’Aire — circa 5,5 milioni — hanno già votato per corrispondenza nelle settimane precedenti.
Nessun quorum
Si tratta di un referendum costituzionale confermativo, previsto dall’articolo 138 della Costituzione. A differenza dei referendum abrogativi, non è previsto il quorum: il risultato sarà valido indipendentemente dal numero dei votanti e deciso esclusivamente dai voti espressi.
Su cosa si vota
La riforma interviene su 7 articoli della Costituzione (87, 102, 104, 105, 106, 107 e 110) e ridisegna l’ordinamento della magistratura. In particolare prevede:
- la separazione delle carriere tra giudici e pubblici ministeri
- la creazione di due Consigli superiori della magistratura (uno per i giudici e uno per i pm)
- l’istituzione di una Alta Corte disciplinare composta da 15 membri tra magistrati, professori e avvocati
L’obiettivo dichiarato è quello di rafforzare l’autonomia e la distinzione tra le funzioni giudicanti e requirenti.
Come si vota
Per votare è necessario presentarsi al seggio con:
- un documento di identità valido
- la tessera elettorale
In caso di tessera esaurita o smarrita, è possibile richiedere un duplicato all’ufficio elettorale del proprio Comune.
Le opzioni sulla scheda
Sulla scheda saranno presenti due scelte:
- Sì → per confermare la riforma approvata dal Parlamento
- No → per respingere la riforma
L’elettore dovrà tracciare un segno su una sola delle due opzioni.





