Cronaca
Tragedia all’asilo di Soci, in arrivo da Roma gli specialisti del RIS dei Carabinieri
Arrivano da Roma gli specialisti del RIS dei Carabinieri. Domani mattina, martedì 30 dicembre, torneranno all’interno dell’asilo di Soci per un nuovo e approfondito sopralluogo disposto dalla Procura. A oltre un mese dalla tragedia, l’obiettivo degli inquirenti è quello di ricostruire fino in fondo quanto accaduto la mattina del 12 novembre, quando la morte del piccolo Leonardo Ricci, due anni e mezzo, ha sconvolto l’intera comunità del Casentino.
La notizia è riportata dal quotidiano La Nazione, in un articolo a firma della giornalista Lucia Bigozzi.
La tragedia
Era mercoledì 12 novembre, tra le 11 e mezzogiorno, quando Leo stava giocando nel giardino dell’asilo nido Ambarabà Ciccì Coccò, in via della Rena. Si trovava nel cosiddetto boschetto, un’area verde con finalità didattiche dove i bambini trascorrevano momenti di gioco e socializzazione.
In pochi, drammatici minuti, il cappuccio del giubbotto che il bambino indossava si sarebbe trasformato in una trappola mortale: il laccio si sarebbe impigliato a un ramo di un piccolo albero, stringendosi attorno al collo e togliendogli il respiro. Leo sarebbe rimasto sospeso da terra, senza possibilità di scampo. Una dinamica terribile.
I soccorsi e i tentativi disperati
Le educatrici si accorsero subito che il bambino non respirava più e si precipitarono su di lui, avviando immediatamente le manovre di emergenza. Poco dopo arrivò il personale del 118, che proseguì i tentativi di rianimazione per oltre un’ora. Fu attivato anche l’elisoccorso Pegaso, che però venne fatto rientrare: per Leo non c’era più nulla da fare.
L’indagine: nuovo sopralluogo dei RIS
L’inchiesta è coordinata dalla pm Angela Masiello, sotto la direzione del procuratore Gianfederica Dito.
In queste settimane i Carabinieri della Compagnia di Bibbiena hanno lavorato sottotraccia, raccogliendo testimonianze, acquisendo documenti, verificando turni, protocolli educativi e modalità di sorveglianza. Ora, a distanza di oltre un mese, l’arrivo dei RIS segna un passaggio cruciale dell’inchiesta.
Gli accertamenti scientifici si concentreranno nuovamente sull’area verde e in particolare sull’albero didattico dove Leo stava giocando: posizione del ramo, possibili punti di ancoraggio, movimenti del bambino, tipologia del giubbotto indossato e tempi di intervento del personale. Sarà verificata ancora una volta anche l’assenza di telecamere di videosorveglianza, che la struttura non avrebbe.
Le persone indagate e il peso umano della vicenda
Nel registro degli indagati figurano tre insegnanti, un’assistente e la responsabile della scuola. Tra loro anche la maestra di riferimento di Leo, che subito dopo la tragedia ebbe un malore e fu ricoverata in ospedale.
«Ci è stato comunicato che domani mattina i RIS di Roma eseguiranno un sopralluogo per accertamenti delegati dalla Procura. Non sappiamo ancora su cosa esattamente si concentreranno, ma io sarò presente», ha spiegato a La Nazione l’avvocato Saverio Agostini, che assiste la maestra e un’assistente. «Sono provate da un dolore enorme», ha aggiunto, sottolineando il peso emotivo che questa vicenda continua a esercitare su chi era presente quel giorno.
Attesa per gli esiti dell’autopsia
Un altro snodo fondamentale dell’inchiesta sono gli esiti ufficiali dell’autopsia, eseguita il 18 novembre scorso dal professor Mario Gabbrielli dell’Istituto di Medicina legale di Siena. La Procura ha chiesto di chiarire con precisione le cause della morte, il momento e le modalità del decesso, nonché il tempo trascorso tra l’incidente e l’intervento del personale.
La posizione di Koinè e la comunità in lutto
La cooperativa Koinè, che gestisce il nido, ha ribadito la piena collaborazione con magistratura e forze dell’ordine con l’istituzione di una commissione interna per verificare ogni elemento utile alla ricostruzione dei fatti, mettendo gli esiti a disposizione dell’autorità giudiziaria.
“Il personale – aveva spiegato la cooperativa – è composto da 16 operatrici, di cui 11 educatrici e 5 assistenti. Al momento della tragedia, in relazione ai turni, erano in servizi 8 educatrici, 4 assistenti più la cuoca e l’aiuto cuoca: in totale 14 addetti. E’ opportuno sottolineare che il rapporto numerico con i 60 bambini del nido è perfettamente coerente con la normativa. Tutti gli addetti sono professionalmente formati e seguono regolarmente corsi di aggiornamento professionale. A questi elementi è possibile aggiungere la loro esperienza lavorativa e la passione umana e professionale con le quali lavorano. L’ambiente, sia quello interno che quello esterno, è perfettamente a norma come risulta dalle certificazioni previste dalle leggi. La piccola pianta non è un arredo del giardino, ma una componente di un progetto didattico: è immediatamente fuori della porta della sezione ed è oggetto di costante manutenzione”.
A oltre un mese dalla tragedia, Soci continua a stringersi attorno alla famiglia di Leo. Il dolore resta aperto, il tempo è quello della ricerca della verità: capire come e perché un bambino di due anni e mezzo sia morto in asilo resta un dovere verso la famiglia e verso un’intera comunità.






