Ci sono soldi per la riqualificazione della limonaia e della terrazza del Palagio Fiorentino di Pratovecchio-Stia e le 'vie attive' di Chiusi della Verna. La 'Toscana diffusa' voluta dal Presidente Eugenio Giani trova concretizzazione in una serie di progetti che riguardano anche il territorio aretino e il Casentino.
Il provvedimento, approvato con il Decreto n. 21974 del 16 ottobre 2025, assegna oltre 2 milioni di euro di risorse regionali ai comuni di Lucignano, Terranuova Bracciolini, Pratovecchio-Stia e Chiusi della Verna.
L’obiettivo è chiaro: migliorare la qualità urbana, sociale e ambientale dei piccoli centri, favorendo coesione e nuove opportunità per le comunità locali.
Gli interventi finanziati nei Comuni aretini
-
Lucignano – 480.000 euro per la riqualificazione e rifunzionalizzazione dei locali dell’ex ufficio di piano e dell’area sportiva adiacente, destinati a finalità sociali ed educative (costo complessivo 600.000 euro).
-
Terranuova Bracciolini – 584.000 euro per la rigenerazione urbana del centro storico, progetto da 730.000 euro.
-
Pratovecchio Stia – 600.000 euro per la riqualificazione della limonaia e della terrazza del Palagio Fiorentino, per un investimento totale di 1.021.000 euro.
-
Chiusi della Verna – 479.000 euro per il progetto “Vie attive”, dedicato alla rigenerazione dei luoghi della cultura, della spiritualità, dello sport e del benessere (costo 600.000 euro).
Un piano per valorizzare la “Toscana delle comunità”
Il programma Toscana Diffusa rientra nelle azioni della Legge regionale 11/2025, che mira a contrastare lo spopolamento e rilanciare la qualità della vita nei centri minori attraverso interventi di rigenerazione urbana, sostenibilità e inclusione sociale.
“Questi progetti – ha sottolineato la Regione Toscana – rappresentano un investimento concreto nel futuro dei nostri borghi e delle nostre comunità, per rendere la Toscana più attrattiva, vivibile e solidale.”
Gli interventi, molti dei quali riguardano spazi pubblici, aree sportive e luoghi di socialità, saranno avviati nel corso del 2026, con un cronoprogramma condiviso tra Regione e Comuni beneficiari.



